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Quando la partecipazione crea comunità

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Stimolare il desiderio di partecipazione e far diventare la partecipazione culturale una pratica ordinaria, dettata dal più profondo bisogno. È questa la grande sfida per le industrie culturali e creative che operano secondo le logiche della responsabilità sociale della cultura, orientate dalla consapevolezza che non sono i pubblici a dover cambiare ma che è il sistema a dover adottare nuovi paradigmi. Una riflessione di Maura Romano per il Rapporto Symbola-Unioncamere  “Io Sono Cultura 2018”, che mette sotto la lente l’operato di imprese culturali e creative che adottano il presupposto della rilevanza sociale delle azioni che promuovono e che non prescindono dall’analisi sul ruolo complesso e multifocale che cultura e creatività sono chiamate a rivestire nella società contemporanea.  Dall’Ars Electronica Festival di Linz, città che ha fatto di un complesso e solido sistema integrato di attività culturali e creative,  il perno del suo sviluppo economico, al lavoro del Comune di Varsavia, a S. João da Madeira che punta a diventare città creativa, trasformando  un’ex fabbrica storica di olive, passando dall’Old Biscuit Mill di Cape Town, per tuffarsi a Napoli e a Tor Pignattara,  Romano, stimola il ragionamento sui diversi livelli di produzione del valore perché  “Si tende a cadere nella trappola della semplificazione e porre più semplicemente lo sguardo sul cosa si produce e meno sul perché.” Ingredienti fondamentale la produzione di contenuti culturali in ottica di engagement ma anche nell’empowerment dei pubblici. Estratto dal rapporto Io sono Cultura 2018, realizzato in collaborazione con Fondazione Symbola e Unioncamere”

Articolo a cura di: 
Maura Romano – Socia fondatrice di Melting Pro
Autore/i: 

Focus Montagna XXI secolo. Esiste un modello valle Maira?

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
PAESAGGI
Storie di ri-nascita. Una lunga valle che dalla piana interna cuneese si spinge nel cuore dell’Europa occitana, dove qualità dell’ambiente, valorizzazione delle risorse storiche e culturali, turismo responsabile di provenienza internazionale stanno configurando un modello di sviluppo specifico. Un modello che oggi si arricchisce di nuove progettualità sui diritti di cittadinanza e l’offerta di servizi grazie alla sperimentazione locale operata dalla Strategia nazionale per le Aree Interne.  Prosegue la campagna di ascolto del Prof. Antonio De Rossi che incontra in questo numero Roberto Colombero, dinamico Presidente dell’Unione Montana Valle Maira, nonché sindaco di Canosio e veterinario.
 
Articolo a cura di: 
Antonio De Rossi
Autore/i: 

Focus Montagna XXI secolo. Appennino e patrimonio culturale

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
PAESAGGI
Riprendiamo il contributo di Luca Dal Pozzolo, responsabile ricerca Fondazione Fitzcarraldo, al Rapporto 2018 "Io sono Cultura" di Fondazione Symbola, sull’opportunità che si apre per lo sviluppo delle aree montane, confinate da “spopolamento, l’inacessibilità, l’esclusione dalle opportunità urbane e da una socialità ricca e dinamica, l’enclave al di fuori di logiche consumistiche (..) in una dimensione esistenzialmente minoritaria e residuale”. Oggi la prospettiva pare ribaltarsi. Dal Pozzolo evidenzia la trappola “ della sopravvalutazione salvifica della bellezza capace di trainare qualsiasi dinamica di sviluppo” e presenta nuove chiavi di lettura del “patrimonio culturale materiale e immateriale  che può diventare asset cruciale per l’occupazione a partire da una riflessione su come innestare il futuro digitale nella memoria dei luoghi, come declinare al futuro una capacità di vivere in accordo con il genius loci in territori a bassa densità, ma condividendo infrastrutture di connessione - anche digitali – e capacità d’impresa (Estratto dal rapporto Io sono Cultura 2018, realizzato in collaborazione con Fondazione Symbola e Unioncamere)
Articolo a cura di: 
Luca Dal Pozzolo
Autore/i: 

Focus Montagna-Patrimoni naturali per lo sviluppo

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
PAESAGGI
I Parchi della provincia di Cuneo tra tutela dell’ambiente e promozione dello sviluppo economico e turistico. Presentato il Quaderno 34 della Fondazione CRC. La ricerca, curata dal Centro Studi e Innovazione della Fondazione e realizzata in collaborazione con l’Associazione Dislivelli e DMO Piemonte, indaga la complessa realtà dei tre Parchi naturali di rilevanza regionale che si trovano in provincia di Cuneo – le Aree protette delle Alpi Marittime, le Aree protette del Monviso e il Parco fluviale Gesso Stura – restituendo un quadro aggiornato delle loro principali caratteristiche fisiche, demografiche ed economiche, con uno specifico approfondimento sul settore turistico. Dall’analisi delle principali strategie e progettualità a livello nazionale e internazionale, emerge, inoltre, la polivalenza del ruolo che i Parchi naturali possono giocare per tutta la comunità provinciale.
Articolo a cura di: 
Redazione
Autore/i: 

BIG MIND, DALLA BREX-IN A BEPPE GRILLO

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
CONSIGLI DI LETTURA

Geoff Mulgan, Direttore esecutivo di Nesta, ha recentemente presentato alla Fondazione Feltrinelli il suo ultimo libro sull’intelligenza collettiva, una disciplina emergente che nasce dalla collaborazione tra le capacità umane e le potenzialità delle macchine per affrontare e vincere le grandi sfide economiche, ambientali e sociali della nostra epoca.
Un volume frutto di anni di studio e ricerca sul campo, con esempi concreti, appunti anche piuttosto critici alle istituzioni e un inaspettato accenno a Beppe Grillo.

Articolo a cura di: 
Francesca Panzarin

Cultura per lo Sviluppo Sostenibile

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
CONSIGLI DI LETTURA
I diritti culturali, il patrimonio, la diversità e la creatività sono ormai componenti fondamentali dell’incrocio tra sviluppo sostenibile, cultura e città. Sfortunatamente queste sinergie, richiamate indirettamente nei principi base degli SDG ONU, ed ancorché promosse e decantate a più voci, non sempre si ritrovano attuate nei legami tra politiche e programmi territoriali. L’ultimo paper dell’ UCLG vuol aiutare le organizzazioni locali a superare questo gap.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane

La Cultura non può essere neutrale

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?
"Ora che le fonti sono potenzialmente infinite e ciascuno può accedere più o meno direttamente e liberamente (o almeno crede di poterlo fare) ad una moltitudine di informazioni, è legittimo chiedersi se il racconto – anche quello contemporaneo - promosso dalle istituzioni culturali non possa essere discusso, messo in crisi o quantomeno giudicato, e se non debba da ciò mettersi al riparo, richiamando ad un surplus di obiettività coloro - le persone, di fatto – che hanno la responsabilità di costruire l’offerta”. Carta bianca a Patrizia Asproni. “Un passo più in là, ci si potrebbe chiedere se la stessa promozione di contenuti culturali “condizionati” non possa prestarsi a diventare atto politico, ossia strumento di affermazione di questa o quella parte al di là del valore della diffusione dell’attività stessa"
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Nuove prospettive museologiche: la cultura come dispositivo di relazione ed inclusività.

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?

Il Museo Bagatti Valsecchi, con la mostra Amore, musei, ispirazione. Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk a Milano, ha ospitato, dal 19 gennaio al 24 giugno 2018, il Museo dell’innocenza, concepito dallo scrittore turco Orhan Pamuk,e inaugurato a Istanbul nel 2012. Si tratta di un esempio virtuoso di strategie museali innovative, che prevedono sinergie culturali e coinvolgimento attivo del pubblico. “Passare dalle stanze della casa museo Bagatti Valsecchi, dal suo collezionismo privato e domestico all’ambiente popolato dalle vetrine del Museo dell’innocenza ha naturalmente fatto emergere affinità e parentele, ed è stato anche un modo per guardare lo stesso Museo Bagatti Valsecchi da una prospettiva diversa, per riflettere su cosa sia oggi un museo, su come i musei si pongano nei confronti delle persone e delle città in cui si trovano”. Ne abbiamo parlato con le curatrici della mostra,  Lucia Pini, conservatrice del museo, e Laura Lombardi, docente di Fenomenologia della Arti Contemporanee all’Accademia di Brera.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Articolo a cura di: 
Elena Inchingolo
Autore/i: 

Palazzo Te fa Scuola sul fare Arte

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?
Una scuola residenziale per ripensare il futuro della città attraverso le arti. L’economista Stefano Baia Curioni, che presiede la Fondazione Palazzo Te, vara il progetto chiamando l’artista visivo Stefano Arienti, la poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri, il ballerino e coreografo Virgilio Sieni.  Rispondono “assessori alla cultura, attori, allievi del conservatorio, insegnanti, ricercatori, mediatori, rappresentanti di imprese e associazioni. Un terzo  è mantovano, il resto proviene  da fuori. Tre partecipanti sono arrivati grazie a borse di studio della Yale School of Art, la scuola d’arte più importante degli Stati Uniti».
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

Obiettivo comunità. L’esperienza ventennale della Fondazione comunitaria del Lecchese Onlus

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
FONDAZIONI DI COMUNITÀ
Nata nel 1999 dalla sperimentazione di Fondazione Cariplo, la prima fondazione di comunità in Italia si distingue per un ingente patrimonio, una sistematica raccolta di donazioni grazie a un rapporto consolidato con la comunità, una grande credibilità e un meccanismo condiviso di selezione dei progetti. Tra le iniziative più recenti spiccano «Batti il cinque» in materia di povertà educativa, il processo di candidatura a sito UNESCO del paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale, l’investimento nel Polo Frassoni-Centro per anziani non autosufficienti.
Articolo a cura di: 
Maria Elena Santagati

Siamo musica

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
CULTURA E WELFARE

Arte e Scienza nella ricerca di Carlo Ventura, direttore del Laboratorio Nazionale di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali dell'Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), Eldor Lab, e GUNA ATTRE (Advanced Therapies and Tissue REgeneration), entrambi presso gli "Acceleratori di Innovazione" del CNR di Bologna. Nel 2010, nel contesto dell'INBB, ha fondato VID art|science, per sviluppare un percorso transdisciplinare di Artisti e Scienziati. Ventura ci porta verso le nuove frontiere della ricerca scientifica. “Le cellule come comunicazione, sonorità, trasformazione. Le cellule, forme elementari e fondamentali della vita, si dispiegano, interagiscono, si  rigenerano, comunicano mediante vibrazioni, percepiscono ed emettono sonorità (…) per questo abbiamo concentrato la nostra ricerca sulla possibilità che l’energia sonora possa governare la differenziazione cellulare. Di qui nasce la nostra sperimentazione del rapporto tra la musica e la dinamica cellulare, attraverso le collaborazioni con Milford Graves leggenda nel mondo del Jazz e con il Maestro Bruno Oddenino protagonista della musicoterapia e della “bioarmonia”.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Articolo a cura di: 
Roberta Bolelli
Autore/i: 

Filantropia 2.0? Ad Atene, la 7˚ Conferenza Internazionale della SNF

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:00
FONDAZIONI E ARTE CONTEMPORANEA

La Conferenza Internazionale sulla Filantropia organizzata dalla Stavros Niarchos Foundation lo scorso 21-23 giugno ad Atene, quest’anno si è concentrata sul tema “Disruption”. Un concetto che si è prestato a riflessioni da prospettive e ambiti diversi, dall’intelligenza artificiale al ruolo sociale dell’arte. Tre giorni di presentazioni e dibattiti che potete rivivere integralmente online.

Articolo a cura di: 
Elena Lombardo
Autore/i: 

DSLcollection: quando la visita al museo diventa virtuale

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:00
FONDAZIONI E ARTE CONTEMPORANEA

Dominique e Sylvain Levy si sono avvicinati al collezionismo circa trent’anni fa, passando attraverso l’arte classica e il design. Dal 2005 la loro collezione è focalizzata sull’arte contemporanea cinese con artisti come Zeng Fanzhi, Yang Jiechang, Zhang Huan e Qiu Shihua. Sin da subito, la coppia avverte il bisogno di mettere a disposizione del pubblico la loro collezione attraverso le tecnologie virtuali più sofisticate e nel 2016 presentano al pubblico il DSLcollection Virtual Reality Museum, il primo museo privato totalmente virtuale. In questa intervista Dominique Levy ci racconta la genesi della DSLcollection e il suo approccio al collezionismo.

Articolo a cura di: 
Alessia Zorloni
Autore/i: 

L’Arte in gioco

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:00
FONDAZIONI E ARTE CONTEMPORANEA
Un premio d’arte contemporanea per sviluppo, coesione sociale e benessere della periferia urbana delle Fondazioni Made in Cloister  e Big Sky, con il Museo Madre, in partnership con l’Associazione Aste&Nodi. Il progetto nasce grazie al sostegno del MiBAC e di SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura” e gode del supporto della Fondazione Morra. Una opportunità destinata ad artisti italiani under 35, a cura di Chiara Pirozzi.  “L’Arte in gioco intende analizzare il ruolo dell’arte nelle pratiche di rigenerazione urbana: fino a che punto l’arte può contribuire al benessere e alla coesione sociale in contesti difficili? Quali posso essere i rischi di un utilizzo errato del ruolo dell’arte? Quale approccio deve porre in essere l’artista nell’analisi e nel dialogo con il quartiere e i suoi abitanti?
Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

A Bolzano, l’azione del collezionista Antonio Dalle Nogare, si trasforma in fondazione “per leggere i cambiamenti della società attraverso l’arte contemporanea”.

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:00
FONDAZIONI E ARTE CONTEMPORANEA

Nasce a Bolzano la Fondazione Antonio Dalle Nogare, una nuova istituzione privata nella geografia internazionale dell’arte, voluta dal collezionista e fondatore, il costruttore Antonio Dalle Nogare, come spazio per leggere i cambiamenti della società attraverso i linguaggi del contemporaneo, “una casa aperta al dialogo, alla sperimentazione e all’educazione.

Articolo a cura di: 
Redazione
Autore/i: 

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