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MUSEI

MIBAC, DIREZIONE LAMPIS: UN ANNO VISSUTO INTENSAMENTE

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Antonio Lampis, Direttore Generale Musei, compie il primo anno di incarico e ci aiuta a tracciare un bilancio di cosa stia accadendo nel mondo museale italiano, statale, dall’incremento quantitativo dei visitatori all’avvio del Sistema museale nazionale, dagli impatti culturali e sociali auspicati alla sperimentazione di nuovi strumenti e nuovi linguaggi. Una anticipazione di quanto si discuterà a LuBeC – Lucca Beni Culturali durante l'incontro “innovazione e  musei: i direttori a confronto”.

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

I riflessi fondamentali di una riforma irreversibile

  • Pubblicato il: 25/08/2017 - 15:34
MUSEO QUO VADIS?

La riforma dei musei era necessaria. Conversiamo con Stefano Baia Curioni, professore al dipartimento di analisi istituzionale dell’Università Bocconi, presidente di Palazzo Te, e già membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali del Mibact sugli esiti della riforma Franceschini”. “La revisione del rapporto tra istituzioni museali e privati è una delle conseguenze più delicate, ma anche più interessanti della riforma. Vale, grazie ad essa, il principio che ogni istituzione prende la responsabilità di decidere cosa gestire direttamente, cosa esternalizzare e perché, e in che modo, cosa chiedere in cambio. (…) Penso che lo snodo istituzionale centrale, oggi attivabile, sia nel ruolo della  Direzione Generale Musei, che oggi mi pare sia stata affidata  a uno specialista capace. (ndr. Antonio Lampis)” 
 

Articolo a cura di: 
Catterina Seia
Autore/i: 

Musei: l'Evoluzione della specie

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 12:21
MUSEO QUO VADIS?

Cosa, come saranno i musei del futuro? Dalla “Casa delle Muse” di tolemaica concezione, l’istituzione culturale per eccellenza ha attraversato sorti alterne. “Oggi discutiamo più della sua sussistenza che della sua esistenza”. Una riflessione di Patrizia Asproni. Musei “ di uso quotidiano. Non più e solo mete turistiche o didattiche, né one-shot experiences, ma centri di gravità permanente –  in costante evoluzione - della vita delle comunità, animati da nuovi linguaggi 
 

Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Valorizzazione culturale e ansia da prestazione

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Valorizzare la qualità del lavoro culturale e museale significa anche poter (e saper) valutare come il ruolo dei musei, ed il significato stesso della parola museo, sia cambiato nel tempo e con esso anche i “valori comuni” che l’accompagnano: di collezioni, sociali, educativi ed economici. L’ultima pubblicazione NEMO, “European Museum Awards - A guide to quality work in museums, vuole aiutare le istituzioni culturali del vecchio continente a superare l’ansia da prestazione ed esser preparate a confrontarsi mettendosi in gioco.
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane, Progettista Culturale, consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio.

TOWARDS A CONCEPTUAL FRAMEWORK FOR WELLBEING OUTCOMES IN MUSEUMS

  • Pubblicato il: 18/05/2018 - 08:03
CULTURA E WELFARE

Alla luce dell’emergente tendenza ad utilizzare il concetto olistico di benessere nelle policy, includendo il settore culturale, sei ricercatori della London University College hanno studiato un framework per la valutazione dei risultati in termini di benessere e evidenziato in che modo i musei possono incrementarli. 
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Articolo a cura di: 
Sendy Ghirardi
Autore/i: 

MUSEI MISURATI, PUBBLICI MALINTESI

  • Pubblicato il: 15/02/2018 - 08:06
MUSEO QUO VADIS?

Ludovico Solima, professore associato titolare della cattedra di Management delle Imprese Culturali presso il Dipartimento di Economia dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, in una sua riflessione pubblicata su il suo blog “Opzione Cultura” e su Il Giornale delle Fondazioni di gennaio affronta il tema della “tirannia dei numeri” quando si discute di visitatori dei musei. Gli abbiamo chiesto di aiutarci ad andare ancora più a fondo.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Musei. Le nuove frontiere

  • Pubblicato il: 15/02/2018 - 08:06
MUSEO QUO VADIS?

Il trend di crescita dei visitatori dei musei italiani, in controtendenza rispetto ai dati provenienti dal mondo, merita un’analisi puntuale. Fenomeno episodico o strutturale? Stiamo elaborando una strategia di offerta che possa giocare d’anticipo rispetto ad una domanda in trasformazione, e nella creazione di codici innovativi e multidisciplinari?
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Sui visitatori dei musei e la “tirannia dei numeri”

  • Pubblicato il: 15/01/2018 - 00:00
MUSEO QUO VADIS?

Il vivace dibattito che si è sviluppato nel corso delle ultime settimane in merito ai risultati ottenuti nel corso del 2017 dai musei statali italiani ha richiamato alla mia memoria un vecchio articolo di una grande studiosa dei musei, la prof. emerita Eilean Hooper Greenhill della University of Leicester, che nel lontano 1988 ha scritto un saggio dal titolo “Counting visitors or visitors who counts
 

Articolo a cura di: 
Ludovico Solima
Autore/i: 

I musei alla svolta post-digitale

  • Pubblicato il: 15/12/2017 - 00:02
MUSEO QUO VADIS?

Parallelamente alla Settimana dell’Arte Torinese e all’ultima edizione di Artissima, gli scorsi 3 e 4 novembre si è svolto il convegno internazionale Museum at the “Post-Digital” Turn, organizzato da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e OGR – Officine Grandi Riparazioni, con il coordinamento della sessione scientifica curato da Gail Cochrane e Pier Paolo Peruccio del Politecnico di Torino. Il convegno nasce per affrontare una riflessione trasversale sui musei d’arte contemporanea e sui cambiamenti radicali nei modi di produrre e fruire le opere d’arte al giorno d’oggi. Ospiti internazionali di altissimo spessore, da Boris Groys a Liam Gillick, da Lauren Cornell a Claire Bishop. Abbiamo parlato del convegno, approfondendo le tematiche centrali, con Lorenzo Giusti – direttore “in scadenza” del MAN di Nuoro e neo direttore della GAMEC di Bergamo – che ha curato questa prima edizione del convegno insieme a Nicola Ricciardi – direttore delle OGR TORINO. 
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Giangavino Pazzola

Musei social o musei digital?

  • Pubblicato il: 15/11/2017 - 10:05
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Dall’esito della ricerca Travel Appeal commissionata da MiBACT, si segnalano passi da gigante per i trenta grandi musei statali  sulla relazione con il pubblico attuale e potenziale attraverso i social network, anche attraverso l’apporto di nuove figure professionali competenti.  Ma i siti internet ancora sono in ritardo. E’ assodato comunque che la digitalizzazione non può esaurirsi nella rincorsa ai nuovi canali, ma deve sfociare in una customer experience evoluta. Come governare le opportunità del digitale che fa parte ormai dei modo in cui produciamo, diffondiamo e scambiamo le conoscenze? Patrizia Asproni, come segnaliamo da tempo su queste colonne,  invita a considerare come risorsa progettuale i processi del Design.
 

Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Un patrimonio di storie. La narrazione nei musei per la cittadinanza culturale

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
CONSIGLI DI LETTURA

Curato da Simona Bodo, Silvia Mascheroni e Maria Grazia Panigada, “Un Patrimonio di storie. La narrazione nei musei per la cittadinanza culturale” è una raccolta di percorsi scientifici e professionali che racconta, con passione, storie di musei, mediazione e storytelling. Un viaggio alla scoperta di strumenti e strategie che mettono al centro la consapevolezza della preziosa funzione narrativa all’interno dei sistemi museali presenti e futuri, intesi come luoghi complici di senso e laboratori di vita condivisa.
«L’amore è un grande mediatore»

Articolo a cura di: 
Elena Lombardo
Autore/i: 

Quanto e come comunicano i musei sulla rete?

  • Pubblicato il: 18/07/2017 - 18:19
CULTURA DIGITALE

Lo scorso 13 giugno sono stati presentati i dati dello studio che analizza l’ecosistema digitale dei musei valutando l’opinione degli utenti rispetto ad alcune tematiche chiave. La ricerca è stata commissionata dal MiBACT e realizzata dalla startup Travel Appeal che, attraverso un algoritmo creato ad hoc per la misurazione dell’appeal on line, ha analizzato la soddisfazione dei visitatori rispetto alla loro visita al museo.
Accoglienza, personale, spazi museali e servizi sono alcuni dei cluster analizzati dal sistema che permette anche ai musei stessi di monitorare in tempo reale i commenti che i fruitori esprimono su di loro. Un segnale positivo dunque per quanto riguarda la sensibilità delle strutture culturali rispetto all’autovalutazione in termini di comunicazione e di reputation, e di apertura all’ascolto dei propri visitatori
 

Articolo a cura di: 
Emanuela Gasca
Autore/i: 

ICOM Italia per una “rete dei musei”: aggregazione tra musei e connessione con i territori

  • Pubblicato il: 17/06/2017 - 14:24
MUSEO QUO VADIS?

In occasione dei 70 anni di ICOM Italia, The International Council of Museums,  incontriamo Tiziana Maffei,  alla guida dal novembre scorso del comitato nazionale.  “ICOM Italia lavorerà per contribuire alla nuova stagione dei musei italiani  (..) in rete e connessione con i territori (..), per un modello di tutela fondato sulla cooperazione tra pubblico e privato superando l’approccio puntuale dei beni per aprirsi ai luoghi e  l’impasse tra tutela e valorizzazione (..)per un diverso approccio nei confronti del patrimonio culturale, non più oggetto di letture disciplinari, ma consapevole percezione di nessi e narrazioni congiunte.  Perché il museo è il luogo degli interrogativi, della costruzione del pensiero critico delle comunità. E’ il luogo dell’azione"
 

Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane

Museums: what’s next?

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 18:19
MUSEO QUO VADIS?

Creata nel 2009, MuseumNext è una comunità globale di leader culturali, innovatori e makers che riflettono sul futuro dei musei. Come? Attraverso conferenze annuali in Europa, Nord America e Australia durante le quali la comunità si riunisce per discutere delle sfide, opportunità, innovazioni e cambiamenti riguardanti le istituzioni museali. Prossime tappe 2017: Rotterdam (25-28 Giugno), Portland (2-4 Ottobre)
 

Articolo a cura di: 
Elena Lombardo
Autore/i: 

Come saranno i musei del futuro?

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 16:00
STUDI E RICERCHE

Un report, «Museo del futuro», realizzata da Symbola Fondazione per le qualità italiane e MeltingPro all'interno del progetto europeo Mu.SA - Museum Sector Alliance, con l'obiettivo di ridurre la distanza crescente tra formazione e mondo del lavoro, in seguito alla rapida diffusione delle nuove tecnologie nel settore museale e all’emergere di nuovi profili professionali. Ne parliamo con Domenico Sturabotti, Direttore della Fondazione Symbola. In un contesto in continua evoluzione, «i musei non possono continuare ad essere isole, ma devono diventare nodi di un sistema di relazioni». In quest'ottica, «le tecnologie digitali non sono un obiettivo, ma uno strumento per operare questa trasformazione, per accompagnare i musei a diventare rilevanti per la società, a divenire luoghi da frequentare fin da piccoli, nella vita di tutti i giorni»
 

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Musei aperti al cambiamento Prospettive, politiche e pratiche a confronto

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 15:36
CONSIGLI DI LETTURA

Quali sono le sfide che le istituzioni culturali si trovano ad affrontare nella società contemporanea? Cosa significa aprirsi al cambiamento per accogliere le istanze, necessità, aspettative dei territori e comunità i riferimento?  Nel parla il recente  volume «Musei aperti al cambiamento Prospettive, politiche e pratiche a confronto», nato nell’ambito di un progetto di formazione di durata triennale, curato dall’associazione culturale Heritage Experience e da ECCOM – Centro Europeo per l’organizzazione e il Management,  per  contribuire al confronto su nuove prospettive, frutto di  soluzioni e  progetti implementati a livello locale
 

Articolo a cura di: 
Elena Lombardo
Autore/i: 

DICHIARAZIONE DI FIRENZE: VERSO UNA NUOVA ANTROPOLOGIA DELLA CULTURA E DEL PATRIMONIO

  • Pubblicato il: 15/04/2017 - 00:09
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Il G7 della Cultura di Firenze, il primo del genere nella storia, ha messo a fuoco le grandi sfide che la comunità internazionale dovrà affrontare nei prossimi anni riguardo il ruolo e le proprie responsabilità nei confronti del nostro patrimonio culturale. Tra le tante: rilanciare un'idea della cultura come strumento di dialogo tra i popoli e una nuova consapevolezza sul ruolo del patrimonio come colonna del senso di comunità di eredità e forza trainante di valori, ideali e principi da preservare e tramandare. Ma quanto, in quest'opera costante e inarrestabile di ridefinizione delle missioni affidate al nostro héritage, troviamo concreta risposta a questo richiamo? 
 

Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane

BOOM DEI MUSEI IN CINA E CRISI DI SIGNIFICATO

  • Pubblicato il: 14/04/2017 - 23:28
FONDAZIONI E ARTE CONTEMPORANEA

Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito a un cambiamento radicale nel modo di fare cultura, soprattutto nel contemporaneo. Tra i fattori, l’ingresso di un gran numero di collezionisti privati che sono emersi come attori nuovi sulla scena museale, ponendosi come promotori e realizzatori di musei. L’Asia preme: il trend di crescita ha caratterizzato soprattutto il mercato dell’arte in Cina che ha visto la nascita dal 2000 al 2011 di più di 1.300 musei. Emerge da questo quadro una forte contraddizione fra il boom della costruzione dei musei e la crisi del loro significato
 

Articolo a cura di: 
Alessia Zorloni
Autore/i: 

Cultura e lavoro in Europa: tra luci e ombre ecco i numeri

  • Pubblicato il: 15/03/2017 - 19:10
STUDI E RICERCHE

Il 2018 sarà l'Anno europeo del patrimonio culturale, ma qual è oggi lo stato di salute della “Cultura Europea” secondo la prospettiva occupazionale? Con 6,3 milioni di persone, in circa 6,5 milinoni di posti di lavoro “culturali” nell'EU (quasi il 3% dell'occupazione totale) l'Eurostat ci fornisce luci e ombre di un settore che diventa sempre più una risorsa comunitaria strategica

Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane

«Migration:Cities Project». Quando i musei creano spazi di accoglienza e inclusione

  • Pubblicato il: 15/02/2017 - 10:45
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Migration:Cities | (im)migration and arrival cities” è un progetto promosso dall'International Committee for the Collections and Activities of Museums of Cities (CAMOC), in collaborazione con la Commonwealth Association of Museums (CAM) e con l'International Committee for Regional Museums (ICR). In occasione del workshop di apertura, che si è tenuto ad Atene dal 6 all'8 febbraio, abbiamo posto alcune domande a Marlen Mouliou, co-cordinatrice del progetto insieme a Gegê Leme e Nicole van Dijk, e Chair and General Secretary di CAMOC dal 2010 al 2016. Riflettendo sul rapporto tra musei e migranti, il progetto intende esplorare i modi in cui i musei possono diventare "motori di cittadinanza attiva", offrendo spazi di accoglienza e inclusione. In un momento storico in cui i valori della diversità culturale rischiano di essere seriamente compromessi da un clima generale di diffidenza e ostilità, i musei non possono “restare neutrali” ma devono mettersi in gioco ripensando se stessi per “creare nuove narrazioni capaci di raccontare più punti di vista”

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

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