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Giuliano Volpe, il mio Rapporto sullo stato dei beni culturali

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?
Il presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali ha steso un bilancio dei tre anni in quella carica: problemi e criticità ma anche possibili soluzioni.
Pubblichiamo un ampio stralcio del testo in cui Giuliano Volpe ripercorre la sua presidenza del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici nel triennio compreso tra il 16 giugno 2015 e il 16 giugno 2018, tracciandone un bilancio. 
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Giuliano Volpe, da Il Giornale dell'Arte numero 388, agosto 2018
Autore/i: 

Come coinvolgere le nuove generazioni?

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?

È in corso un dimezzamento della partecipazione nei musei italiani del bacino demografico 15-24 nel 2011 in raffronto al 1999 a fronte del triplicarsi degli anziani (65 anni e oltre), che passano dal 4,5% a oltre il 13%.Continuiamo a sorprenderci per la progressiva rarefazione degli under 35 (al netto delle deportazioni forzate in età scolastica) nei luoghi e presidi culturali: teatri, musei, aree archeologiche ed ancora dalla lettura o concertistica classica. Come coinvolgere le nuove generazioni? Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification immagina i luoghi culturali del XXI secolo. Il successo dei suoi progetti “engagement centered” Father and Son per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Playable Museum Award per il Marino Marini di Firenze e Firenze Game per il Comune di Firenze, dimostrano l’efficacia nel disegnare esperienze che partano dai pubblici per intercettarli e coinvolgerli.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification
Autore/i: 

Re-immaginare le politiche culturali dei musei ecclesiastici

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?
Musei ecclesiastici e identità territoriale. Nell’immaginario collettivo il termine museo è ambiguo, certamente polisemico, ma comunque raramente associato al futuro. Il museo ecclesiastico accoglie documenti che sono in stretta connessione con il territorio e con gli edifici di culto ai quali tali beni afferiscono e che concorrono a definire le coordinate culturali delle comunità; ma quale territorio di riferimento e quale identità? “In un tempo in cui anche alcune forze politiche utilizzano il patrimonio culturale non come pietra per lastricare la strada, ma per erigere le mura, quali strategie adottare per far sì che un territorio con i suoi musei divenga un luogo generativo e la cultura si proponga come servizio e non come affermazione di dominio?”. Ne parla don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i Beni Culturali Ecclesiastici. “La perdita di sovranità economica spinge ovunque a enfatizzare la sovranità culturale(..). “La cultura non viene utilizzata come strumento di conoscenza oggettiva del mondo, di dialogo e inclusione, ma di chiusura e separazione”. I musei possono agire un nuovo ruolo di dialogo. Non nostalgico, ma proteso al futuro.
Articolo a cura di: 
Don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i beni culturali ecclesiastici

LE FONDAZIONI DI FAMIGLIA ITALIANE FANNO RETE

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
FONDAZIONI DI FAMIGLIA

Assifero, l’associazione italiana che rappresenta le principali fondazioni private di famiglia, d’impresa e di comunità, ha organizzato il primo incontro nazionale delle Fondazioni di Famiglia che, con Presidenti e segretari generali, si sono confrontate sulle sfide strategiche con importanti ospiti internazionali come Rockefeller Brothers Fund e OAK Foundation e alcuni dei più importanti esperti di filantropia al mondo, come Rien Van Gendt. Un appuntamento che verrà proposto annualmente. Al di là dell’entità degli  investimenti sociali sono il “come” e l’indipendenza, a fare la differenza. Come afferma Stephen Heints- Rockefeller Brothers Fund con una metafora, “possono essere come l’agopuntura, agendo nel tessuto economico, sociale e culturale con la propria unica capacità di assumersi rischi e di sperimentare approcci innovativi, di impegnarsi nel lungo periodo, investendo sul rafforzamento delle organizzazioni del terzo settore, anche con tipi di supporto non finanziario”. Come afferma Carola Carazzone, segretario generale dell’Ente, Non sono più i tempi dell’autosufficienza e dell’isolamento, neppure per enti, come le fondazioni di famiglia che astrattamente possono bastare a loro stessi”.

Articolo a cura di: 
Redazione
Autore/i: 

NASCE G-FACTOR INCUBATORE-ACCELERATORE DI NUOVE IMPRESE

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
FONDAZIONI DI FAMIGLIA
Ogni anno la Fondazione Golinelli istituita trent’anni fa dall’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, fa crescere il suo straordinario Opificio, che oggi è divenuto una vera e propria Città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura.
Articolo a cura di: 
Roberta Bolelli
Autore/i: 

Quale ruolo per le fondazioni d’impresa?

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
FONDAZIONI D'IMPRESA
Parte la ricerca promossa da Fondazione Bracco e Fondazione Sodalitas, realizzata dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare, per fare il punto sul loro contributo per affrontare i cambiamenti economici e sociali in atto. I risultati della ricerca verranno presentati a fine 2018.
Nella primavera 2019 sarà disponibile un’integrazione qualitativa.
Articolo a cura di: 
Redazione
Autore/i: 

Digitale a chi?

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:03
STUDI E RICERCHE
I primi effetti della Trasformazione Digitale sul Terzo Settore iniziano a manifestarsi ampliando di nuovi stimoli il dibattito sulla crescita delle organizzazioni ma sono ancora poche le realtà che padroneggiano strumenti, linguaggi e logiche digitali con visione strategica e coerenza fra mezzi e fini.
Molte le opportunità e i rischi connessi alla portata del cambiamento in atto, secondo il “Report 2018 – Terzo Settore e Trasformazione Digitale” di Italia non profit, la prima analisi che in Italia indaga il rapporto tra i professionisti del non profit e il digitale.
Articolo a cura di: 
Giulia Frangione
Autore/i: 

Turismo ed esperienza: riflessioni per una possibile interpretazione

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:03
STUDI E RICERCHE
I recenti dati internazionali di World Tourism Organization e European Travel Commission confermano un incremento del turismo dell’ultimo periodo rispetto alle performance degli scorsi anni. La scelta delle destinazioni riguarda alcune dinamiche di fruizione legate ad aspetti contingenti del momento storico in cui viviamo – come la scelta di aree sicure, ma anche legati alla possibilità di sperimentare attività all’aria aperta alla scoperta delle aree prodotto del nostro paese. Si propone qui una riflessione su questi temi legata alla possibile connessione con il bisogno dei turisti di vivere momenti di vacanza ad alto contenuto esperienziale che, intrecciandosi con i prodotti turistici tradizionali, guardano alla riscoperta dei territori e della loro autenticità.
Articolo a cura di: 
Emanuela Gasca
Autore/i: 

Fake news e Disinformazione: definizioni, tecniche, soluzioni

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:03
STUDI E RICERCHE

La responsabilità dell’informazione. Il testo che segue è stato elaborato durante il mese di agosto in risposta inizialmente a una mia personale necessità di fare chiarezza nella confusione generale e in risposta a tanta rassegnazione - nonostante l’insoddisfazione e le preoccupazioni di molti amici e colleghi - sul tema dell’informazione.

Una corretta informazione è indispensabile per la salvaguardia dei valori alla base dello Stato Democratico, pur con tutte le sue imperfezioni. Ciò che segue vuol essere null’altro che un contributo a un dibattito che percepisco come urgente e cruciale. Spero che questo invito alla condivisione possa far nascere altre riflessioni, articoli e contributi sul tema del diritto fondamentale dei cittadini di poter conoscere la verità, comprendere le trasformazioni in atto e partecipare attivamente alla costruzione della società futura.” Una riflessione di Anna Detheridge, in parte sintesi e traduzione del primo Rapporto “Disinformation and Fake News: Interim Report del Parlamento del Regno Unito.
Articolo a cura di: 
Anna Detheridge
Autore/i: 

IO SONO CULTURA

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:03
STUDI E RICERCHE
Cresce il ruolo della Cultura nell’Economia. Il sistema produttivo culturale e creativo produce oltre 92 miliardi di valore aggiunto e ne muove 255,5. Il 16,6% del PIL. Gli occupati salgono a 1.520.000 in crescita superiore rispetto all’economia italiana (+1,6% rispetto all’1,1%). Lazio e Lombardia le Regioni in testa. Il neo Ministro Bonisoli, afferma “Crescita, benessere e Cultura devono essere ricompresi in un unico paradigma di sviluppo di cui possiamo divenire il modello nel mondo”.
Articolo a cura di: 
da ARTE E IMPRESE di IL GIORNALE DELL'ARTE (Redazione)

Scienza della visione e arte. Echi da VSAC 2018

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:03
STUDI E RICERCHE
Il Congresso internazionale annuale Visual Science of Art Conference mostra che dallo studio delle opere artistiche si possono continuare a ottenere riscontri e indicazioni per il procedere della ricerca psicologica sulla percezione e che lo studio delle scienze della visione da parte degli artisti visivi, specularmente, può fornire conferme o giovare alla loro produzione. A tutto vantaggio, non solo di una sempre maggiore comprensione del fenomeno artistico, com’è negli intenti del VSAC, ma anche della ‘contaminazione’ di coloro che sono al di fuori delle comunità di artisti e scienziati e del nutrimento delle politiche di audience engagement delle istituzioni culturali.
Due simposi sono stati dedicati a Alberto Argenton, docente di Psicologia dell’arte all’Università di Padova, e a Manfredo Massironi, docente di Psicologia generale all’Università di Verona, con un precipuo interesse per la Psicologia dell’arte, e al tempo stesso entrambi artisti visivi, scomparsi da qualche anno.
Appuntamento al VSAC 2019 (Lovanio 22-24 agosto), organizzato da Johan Wagemans, con la keynote lecture affidata a Robert Pepperell, studioso di arte e percezione e artista, su “Integrating art and science: Challenges and opportunities”.
Articolo a cura di: 
Laura Messina Argenton e Tamara Prest Da Boit

Focus Montagna XXI secolo. Dolomiti Contemporanee, o della costruzione di una alpinità altra

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:02
PAESAGGI
Storie di ri-nascita e di rigenerazione. Tra le tante esperienze oggi presenti in Italia, il cantiere di sperimentazione culturale di Dolomiti Contemporanee emerge per la forza del tratto e la potenza di visione, intrecciando montagne e spazi abbandonati della modernità quasi impossibili da risolvere e riattivare. Un’esperienza che fornisce indizi inediti e preziosi per pensare un progetto di futuro per la montagna. Con l’intervista a Gianluca D'Incà Levis, ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee e Progettoborca, direttore del Nuovo Spazio di Casso al Vajont, continua il viaggio di Antonio De Rossi attraverso le Alpi contemporanee.
Articolo a cura di: 
Antonio De Rossi
Autore/i: 

Focus Montagna XXI secolo. “SAVE THE APPS “. Le Fondazioni Merloni e Vodafone Italia unite per il rilancio degli Appennini.

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:02
PAESAGGI
Best of the Apps”, “Hazelnut of Apennines” e i “Camminatori dello Spirito” sono i tre innovativi progetti nati dall’obiettivo comune di Fondazione Merloni e Fondazione Vodafone Italia per dare nuovo impulso all’economia dell’area appenninica utilizzando il digitale per ri-costruire i valori culturali e identitari dei territori, in specie quelli colpiti dal sisma. Un modo per riaccendere l’attenzione sulla necessità di interrompere il veloce scivolamento dell’Appennino verso le coste. Dalla rassegnazione alla voglia di rinascere, questi progetti si fondano su un vocabolario comune: coraggio, identità, cultura, resilienza, innovazione.
Articolo a cura di: 
Giorgia Turchetto

Lo Stato delle (infra)strutture. Partendo da Genova

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:02
PAESAGGI

La cause del disastro di Genova sono molto profonde e segnalano crepe devastanti nel ruolo dello Stato come imprenditore strategico, un ruolo a cui siamo abituati dall’Unità d’Italia ma che ormai ha perso vela e timone. I cambiamenti necessari per risanare la gestione delle infrastrutture penetreranno nel cuore della struttura dello Stato. Una riflessione del Prof. Paolo Castelnovi, architetto, genovese.

Articolo a cura di: 
Paolo Castelnovi, architetto paesaggista
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