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I Musei della Campania: locomotive della cultura

  • Pubblicato il: 30/11/2018 - 08:41
MUSEO QUO VADIS?
Benvenuti al Sud dovremmo dire quando parliamo dei Musei della Campania. Dalla Riforma Franceschini in poi i Musei della Campania hanno numeri da record. E’ proprio la Campania che ha trascinato a livello nazionale l’aumento dei visitatori nel sistema museale italiano. Nel 2015 la Galleria degli Uffizi, solo per fare un esempio, aveva un numero di visitatori pari a 1.971.758 per raggiungere nel 2017 i 2.200.00 visitatori con un incremento nel triennio dell’11%. Il Museo archeologico di Napoli è passato dai 381.000 visitatori del 2015 ai 529.800 del 2017 con un incremento del 40%. La Reggia di Caserta ha incrementato il numero dei visitatori rispetto al 2015 di circa il 70%.
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Stefano Consiglio e Marco D’Isanto

Nuove narrazioni. Ebrei. Una storia italiana. I primi mille anni

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Il 20 settembre si è chiusa a Ferrara la mostra «Ebrei. Una storia italiana. I primi mille anni» con cui il MEIS – il Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah – è stato inaugurato nel dicembre del 2017 nella prima delle strutture del Museo, mentre era (ed è) ancora in corso la realizzazione delle altre, il cui completamento è previsto per il 2020. La mostra è stata curata da Anna Foa e Giancarlo Lacerenza, con la collaborazione museologica di Daniele Jalla. A lui abbiamo chiesto di descriverla. “un nuovo modo di presentare la storia in un museo ponendo al centro non le cose, ma le persone. Meglio: le persone attraverso le cose (…). Nella convinzione che, senza essere maestra di nulla, la storia – e una mostra o un museo che ce ne parlano – prendono senso solo se ci aiutano anche a porci delle domande sul nostro presente, lasciando a ciascuno di trovare le sue.”

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Daniele Jalla
Autore/i: 

Museums and Stereotypes

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
A Torino un corso internazionale per professionisti museali ha voluto indagare le strategie e le pratiche per decostruire gli stereotipi al museo: perché soltanto attraverso una consapevolezza sempre più articolata delle scelte, l’inclusione delle diversità che auspichiamo per il settore potrà dirsi possibile.
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Maria Chiara Ciaccheri

RETI E SEGMENTAZIONE DEL PUBBLICO. MANAGER CULTURALI PRONTI ALLA SFIDA?

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
L'importanza delle «reti» per comprendere meglio il Paese. Le nuove forme di partecipazione culturale come antidoto all'esclusione e all'isolamento sociale. E un invito ai manager della cultura: lasciate perdere il generalismo, scegliete un pubblico di riferimento, coinvolgetelo e imparate a conoscerlo. Intervista ad Annalisa Cicerchia, Primo ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Statistica e professore di Management delle imprese creative all'Università di Roma Tor Vergata.

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
da Open Magazine del 22 ottobre 2018
Autore/i: 

Gli Amici della Triennale, un vero tesoro

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Circa 1.300.000 euro raccolti nei primi due anni di vita, oltre 800 iscritti tra privati e imprese, un ‘caso di studio’ osservato dalle Università LUISS di Roma e Bocconi di Milano, la Presidente cooptata nel CdA della Triennale: gli ‘Amici della Triennale’ rappresentano un modello nuovo ed efficace di convergenza tra Cultura
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Francesco Moneta, da Arte e Imprese del Giornale dell'Arte, edizione online, 25 ottobre 2018
Autore/i: 

La storia esiste solo se c’è un domani

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Hito Steyerl in una foto di Trevor Paglen

Hito Steyerl, artista e teorica «I musei non hanno a che fare con il passato, ma con il futuro».

Ci sono due video, uno all’inizio e uno alla fine della Manica Lunga Castello di Rivoli. «Broken Windows» e «Unbroken Windows». La prima cosa che mi colpisce è il suono, come se «Broken Windows» raccontasse la storia della non comprensione del suono delle finestre rotte da parte delle tecnologie preposte alla sicurezza nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Per prima cosa ho pensato che fosse un mio errore, ma poi continuava a succedere anche nell’altro video. Nello spazio si avverte una sorta di eco di campane, e non quello di finestre rotte. Tutto ciò dà un senso di incongruenza tra l’immagine della rottura della finestra e il suono».
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Hito Steyerl, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018

Il nuovo museo dei Valdesi

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?

Il progetto di Margherita Bert e Massimo Venegoni propone un «continuum narrativo» articolato in 6 grandi sezioni, dal Medioevo al Novecento.

In quella che è considerata la «capitale dei Valdesi», nominata nel 2017 Città Europea della Riforma dalla Commissione delle Chiese Protestanti in Europa, si è riaperto il 31 ottobre, completamente riallestito, il Museo Storico Valdese gestito dal 1989 dalla Fondazione Centro Culturale Valdese. Era nato nel 1889 come Musée Historique Vaudois, in occasione del bicentenario del «Glorioso Rimpatrio», il rientro dalla Svizzera nelle Valli natie dei valdesi esiliati dal duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Oggi è l’«unico al mondo a ripercorrere gli oltre otto secoli di storia valdese attraverso due continenti, l’Europa e le Americhe».
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Alessandro Martini, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018

I pregiudizi che siamo. Un kit anti-stereotipo

  • Pubblicato il: 15/10/2018 - 00:03
MUSEO QUO VADIS?
Come combattere i pregiudizi e gli stereotipi? Ma bisogna poi combatterli o forse, invece, conoscerli: conoscerne le insidie, i meccanismi di cristallizzazione e diffusione, i possibili esiti? Da un bando del Polo del ‘900 di Torino nasce ‘I pregiudizi che siamo’, un kit anti-stereotipo scaricabile online progettato da ABCittà.

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Anna Chiara Cimoli e Chiara Ciaccheri

I 25 anni dell’Associazione Amici degli Uffizi. La società civile a difesa delle  istituzioni culturali.

  • Pubblicato il: 15/10/2018 - 00:02
MUSEO QUO VADIS?
In risposta all’attentato alla sede dell’Accademia dei Georgofili a Firenze, nacque l’Associazione Amici degli Uffizi, come reazione della società civile alla ferita  al nostro patrimonio culturale, alle istituzioni culturali, come presidio di democrazia. Ne parliamo con la Presidente, Contessa Maria Vittoria Rimbotti Colonna, anima della più grande realtà  del nostro paese che affianca un museo, con oltre 5000 iscritti.  ”Il volontariato fa bene a chi lo fa: dà un senso più profondo ed etico al proprio tempo, al nostro essere al mondo.”

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Roberta Bolelli
Autore/i: 

MIBAC, DIREZIONE LAMPIS: UN ANNO VISSUTO INTENSAMENTE

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Antonio Lampis, Direttore Generale Musei, compie il primo anno di incarico e ci aiuta a tracciare un bilancio di cosa stia accadendo nel mondo museale italiano, statale, dall’incremento quantitativo dei visitatori all’avvio del Sistema museale nazionale, dagli impatti culturali e sociali auspicati alla sperimentazione di nuovi strumenti e nuovi linguaggi. Una anticipazione di quanto si discuterà a LuBeC – Lucca Beni Culturali durante l'incontro “innovazione e  musei: i direttori a confronto”.

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Come l’ergonomia e i fattori umani disegneranno il museo del futuro

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Il 20esimo Congresso IEA – International Ergonomics Association, ospitato a Firenze, per la prima volta ha accolto i temi della cultura e patrimonio, con un focus sui musei nel contesto più ampio dell’analisi del ruolo del fattore umano nel prossimo futuro. Ne parla Patrizia Asproni, Presidente  della Fondazione Industria e Cultura, Key note speaker dell’evento, riflettendo sulla connessione necessaria tra il domani delle istituzioni culturali e quello della società intera, sull’evoluzione del ruolo del museo, termine sempre più polisemico. “Musei  chiamati a reinventarsi – e lo stanno già facendo – come spazi civici di responsabilità sociale, impegnati a studiare problemi e scoprire soluzioni, ad analizzare comportamenti e convinzioni, trovare nuovi metodi per comunicare ed educare le comunità, coinvolgere nuovi pubblici, promuovere e incoraggiare la creatività in tutte le sue forme”.
Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Valorizzazione culturale e ansia da prestazione

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Valorizzare la qualità del lavoro culturale e museale significa anche poter (e saper) valutare come il ruolo dei musei, ed il significato stesso della parola museo, sia cambiato nel tempo e con esso anche i “valori comuni” che l’accompagnano: di collezioni, sociali, educativi ed economici. L’ultima pubblicazione NEMO, “European Museum Awards - A guide to quality work in museums, vuole aiutare le istituzioni culturali del vecchio continente a superare l’ansia da prestazione ed esser preparate a confrontarsi mettendosi in gioco.
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane, Progettista Culturale, consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio.

Giuliano Volpe, il mio Rapporto sullo stato dei beni culturali

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?
Il presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali ha steso un bilancio dei tre anni in quella carica: problemi e criticità ma anche possibili soluzioni.
Pubblichiamo un ampio stralcio del testo in cui Giuliano Volpe ripercorre la sua presidenza del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici nel triennio compreso tra il 16 giugno 2015 e il 16 giugno 2018, tracciandone un bilancio. 
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Giuliano Volpe, da Il Giornale dell'Arte numero 388, agosto 2018
Autore/i: 

Come coinvolgere le nuove generazioni?

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?

È in corso un dimezzamento della partecipazione nei musei italiani del bacino demografico 15-24 nel 2011 in raffronto al 1999 a fronte del triplicarsi degli anziani (65 anni e oltre), che passano dal 4,5% a oltre il 13%.Continuiamo a sorprenderci per la progressiva rarefazione degli under 35 (al netto delle deportazioni forzate in età scolastica) nei luoghi e presidi culturali: teatri, musei, aree archeologiche ed ancora dalla lettura o concertistica classica. Come coinvolgere le nuove generazioni? Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification immagina i luoghi culturali del XXI secolo. Il successo dei suoi progetti “engagement centered” Father and Son per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Playable Museum Award per il Marino Marini di Firenze e Firenze Game per il Comune di Firenze, dimostrano l’efficacia nel disegnare esperienze che partano dai pubblici per intercettarli e coinvolgerli.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification
Autore/i: 

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