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I pregiudizi che siamo. Un kit anti-stereotipo

  • Pubblicato il: 09/10/2018 - 13:42
MUSEO QUO VADIS?
Come combattere i pregiudizi e gli stereotipi? Ma bisogna poi combatterli o forse, invece, conoscerli: conoscerne le insidie, i meccanismi di cristallizzazione e diffusione, i possibili esiti? Da un bando del Polo del ‘900 di Torino nasce ‘I pregiudizi che siamo’, un kit anti-stereotipo scaricabile online progettato da ABCittà.

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Anna Chiara Cimoli e Chiara Ciaccheri

MIBAC, DIREZIONE LAMPIS: UN ANNO VISSUTO INTENSAMENTE

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Antonio Lampis, Direttore Generale Musei, compie il primo anno di incarico e ci aiuta a tracciare un bilancio di cosa stia accadendo nel mondo museale italiano, statale, dall’incremento quantitativo dei visitatori all’avvio del Sistema museale nazionale, dagli impatti culturali e sociali auspicati alla sperimentazione di nuovi strumenti e nuovi linguaggi. Una anticipazione di quanto si discuterà a LuBeC – Lucca Beni Culturali durante l'incontro “innovazione e  musei: i direttori a confronto”.

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Come l’ergonomia e i fattori umani disegneranno il museo del futuro

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Il 20esimo Congresso IEA – International Ergonomics Association, ospitato a Firenze, per la prima volta ha accolto i temi della cultura e patrimonio, con un focus sui musei nel contesto più ampio dell’analisi del ruolo del fattore umano nel prossimo futuro. Ne parla Patrizia Asproni, Presidente  della Fondazione Industria e Cultura, Key note speaker dell’evento, riflettendo sulla connessione necessaria tra il domani delle istituzioni culturali e quello della società intera, sull’evoluzione del ruolo del museo, termine sempre più polisemico. “Musei  chiamati a reinventarsi – e lo stanno già facendo – come spazi civici di responsabilità sociale, impegnati a studiare problemi e scoprire soluzioni, ad analizzare comportamenti e convinzioni, trovare nuovi metodi per comunicare ed educare le comunità, coinvolgere nuovi pubblici, promuovere e incoraggiare la creatività in tutte le sue forme”.
Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Valorizzazione culturale e ansia da prestazione

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Valorizzare la qualità del lavoro culturale e museale significa anche poter (e saper) valutare come il ruolo dei musei, ed il significato stesso della parola museo, sia cambiato nel tempo e con esso anche i “valori comuni” che l’accompagnano: di collezioni, sociali, educativi ed economici. L’ultima pubblicazione NEMO, “European Museum Awards - A guide to quality work in museums, vuole aiutare le istituzioni culturali del vecchio continente a superare l’ansia da prestazione ed esser preparate a confrontarsi mettendosi in gioco.
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane, Progettista Culturale, consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio.

Come coinvolgere le nuove generazioni?

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?

È in corso un dimezzamento della partecipazione nei musei italiani del bacino demografico 15-24 nel 2011 in raffronto al 1999 a fronte del triplicarsi degli anziani (65 anni e oltre), che passano dal 4,5% a oltre il 13%.Continuiamo a sorprenderci per la progressiva rarefazione degli under 35 (al netto delle deportazioni forzate in età scolastica) nei luoghi e presidi culturali: teatri, musei, aree archeologiche ed ancora dalla lettura o concertistica classica. Come coinvolgere le nuove generazioni? Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification immagina i luoghi culturali del XXI secolo. Il successo dei suoi progetti “engagement centered” Father and Son per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Playable Museum Award per il Marino Marini di Firenze e Firenze Game per il Comune di Firenze, dimostrano l’efficacia nel disegnare esperienze che partano dai pubblici per intercettarli e coinvolgerli.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification
Autore/i: 

Giuliano Volpe, il mio Rapporto sullo stato dei beni culturali

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?
Il presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali ha steso un bilancio dei tre anni in quella carica: problemi e criticità ma anche possibili soluzioni.
Pubblichiamo un ampio stralcio del testo in cui Giuliano Volpe ripercorre la sua presidenza del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici nel triennio compreso tra il 16 giugno 2015 e il 16 giugno 2018, tracciandone un bilancio. 
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Giuliano Volpe, da Il Giornale dell'Arte numero 388, agosto 2018
Autore/i: 

Re-immaginare le politiche culturali dei musei ecclesiastici

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:04
MUSEO QUO VADIS?
Musei ecclesiastici e identità territoriale. Nell’immaginario collettivo il termine museo è ambiguo, certamente polisemico, ma comunque raramente associato al futuro. Il museo ecclesiastico accoglie documenti che sono in stretta connessione con il territorio e con gli edifici di culto ai quali tali beni afferiscono e che concorrono a definire le coordinate culturali delle comunità; ma quale territorio di riferimento e quale identità? “In un tempo in cui anche alcune forze politiche utilizzano il patrimonio culturale non come pietra per lastricare la strada, ma per erigere le mura, quali strategie adottare per far sì che un territorio con i suoi musei divenga un luogo generativo e la cultura si proponga come servizio e non come affermazione di dominio?”. Ne parla don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i Beni Culturali Ecclesiastici. “La perdita di sovranità economica spinge ovunque a enfatizzare la sovranità culturale(..). “La cultura non viene utilizzata come strumento di conoscenza oggettiva del mondo, di dialogo e inclusione, ma di chiusura e separazione”. I musei possono agire un nuovo ruolo di dialogo. Non nostalgico, ma proteso al futuro.
Articolo a cura di: 
Don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i beni culturali ecclesiastici

La Cultura non può essere neutrale

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?
"Ora che le fonti sono potenzialmente infinite e ciascuno può accedere più o meno direttamente e liberamente (o almeno crede di poterlo fare) ad una moltitudine di informazioni, è legittimo chiedersi se il racconto – anche quello contemporaneo - promosso dalle istituzioni culturali non possa essere discusso, messo in crisi o quantomeno giudicato, e se non debba da ciò mettersi al riparo, richiamando ad un surplus di obiettività coloro - le persone, di fatto – che hanno la responsabilità di costruire l’offerta”. Carta bianca a Patrizia Asproni. “Un passo più in là, ci si potrebbe chiedere se la stessa promozione di contenuti culturali “condizionati” non possa prestarsi a diventare atto politico, ossia strumento di affermazione di questa o quella parte al di là del valore della diffusione dell’attività stessa"
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Patrizia Asproni
Autore/i: 

Nuove prospettive museologiche: la cultura come dispositivo di relazione ed inclusività.

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?

Il Museo Bagatti Valsecchi, con la mostra Amore, musei, ispirazione. Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk a Milano, ha ospitato, dal 19 gennaio al 24 giugno 2018, il Museo dell’innocenza, concepito dallo scrittore turco Orhan Pamuk,e inaugurato a Istanbul nel 2012. Si tratta di un esempio virtuoso di strategie museali innovative, che prevedono sinergie culturali e coinvolgimento attivo del pubblico. “Passare dalle stanze della casa museo Bagatti Valsecchi, dal suo collezionismo privato e domestico all’ambiente popolato dalle vetrine del Museo dell’innocenza ha naturalmente fatto emergere affinità e parentele, ed è stato anche un modo per guardare lo stesso Museo Bagatti Valsecchi da una prospettiva diversa, per riflettere su cosa sia oggi un museo, su come i musei si pongano nei confronti delle persone e delle città in cui si trovano”. Ne abbiamo parlato con le curatrici della mostra,  Lucia Pini, conservatrice del museo, e Laura Lombardi, docente di Fenomenologia della Arti Contemporanee all’Accademia di Brera.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Articolo a cura di: 
Elena Inchingolo
Autore/i: 

Palazzo Te fa Scuola sul fare Arte

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?
Una scuola residenziale per ripensare il futuro della città attraverso le arti. L’economista Stefano Baia Curioni, che presiede la Fondazione Palazzo Te, vara il progetto chiamando l’artista visivo Stefano Arienti, la poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri, il ballerino e coreografo Virgilio Sieni.  Rispondono “assessori alla cultura, attori, allievi del conservatorio, insegnanti, ricercatori, mediatori, rappresentanti di imprese e associazioni. Un terzo  è mantovano, il resto proviene  da fuori. Tre partecipanti sono arrivati grazie a borse di studio della Yale School of Art, la scuola d’arte più importante degli Stati Uniti».
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

A Bruxelles protagonista il Museo del Futuro

  • Pubblicato il: 15/06/2018 - 13:02
MUSEO QUO VADIS?

Bruxelles – Dal 27 al 31 Maggio, oltre 300 professionisti della cultura si sono incontrati nella capitale belga per confrontarsi sul ruolo dei musei all’interno della società contemporanea. L’occasione è la conferenza “Communicating the Museum” un appuntamento arrivato alla sua 20˚ edizione, che quest’anno si concentra sul tema della partecipazione culturale e dell’inclusione sociale. Unico partecipante italiano, il Museo Egizio di Torino. Scopriamo insieme la storia e i punti centrali dell’evento con la direttrice Corinne Estrada.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Articolo a cura di: 
Elena Lombardo
Autore/i: 

Il nuovo Munch Museum di Oslo: un progetto urbano oltre che culturale

  • Pubblicato il: 15/06/2018 - 13:02
MUSEO QUO VADIS?

Un progetto ambizioso, controverso e dibattuto, immaginato per ospitare oltre 28.000 opere dell’artista norvegese e per rappresentare il landmark principale di una città in trasformazione che riscopre il suo rapporto con il mare e ripensa parti consistenti del suo tessuto urbano. Il progetto è stato presentato dal suo direttore Stein Olav Henrichsen, ad ArtLab 18 Milano, organizzato da Fondazione Fitzcarraldo. “Uno dei più estesi musei monografici del mondo e ambisce al realizzabile obiettivo di passare dai 200.000 visitatori del 2017 ai circa 500.000 dell’anno di apertura. Non solo un museo, ma un vero spazio urbano”.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Roberto Albano
Autore/i: 

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