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Novembre 2018

Un cambiamento culturale: sostenibilità, responsabilità, innovazione

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:06
OPINIONI E CONVERSAZIONI
La sostenibilità come occasione di crescita, la responsabilità come scelta di valore, l’innovazione come vocazione; l’Agenda 2030 per uno sviluppo più sostenibile. L’ultima edizione de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, appuntamento per condividere idee e progetti che si è concluso da poche settimane, ha visto la partecipazione più significativa di questi ultimi anni, un segnale di come questi temi vengono considerati sempre più importanti dalle organizzazioni e dalle persone. Organizzazioni profit e non profit si sono confrontate e “hanno dichiarato di aver già “agganciato” le proprie strategie a uno o più dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Se in generale aumenta l’impegno delle organizzazioni per la sostenibilità cresce anche l’interesse dei cittadini, e dei giovani in particolare, per un futuro più responsabile.” I prossimi appuntamenti sono le tappe del “Giro d’Italia della CSR” che da gennaio a maggio 2019 toccherà 10 città e l’edizione nazionale che tornerà a Milano i primi di ottobre del 2019.
Articolo a cura di: 
Rossella Sobrero, presidente di Koinètica, membro Gruppo promotore de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale 
Autore/i: 

Paesaggio, tra percezione e valore

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:06
PAESAGGI
Il paesaggio come bene-culturale è narrazione, riconoscibilità, e come tale è centrale nella definizione e nell’evoluzione sociale identitaria, non solo locale. Una complessità che ritroviamo non solo su come il paesaggio stesso viene raccontato ma anche su come viene percepito, apprezzato, vissuto. Ecco che allora, per valorizzarlo e proteggerlo al meglio, occorre ascoltarne le voci, le interpretazioni, e riflettere sul suo valore, oggettivo e soggettivo.
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane

Pretendere il piacere vero

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:06
OPINIONI E CONVERSAZIONI
Un predicozzo ai giovani, il nuovo proletariato che non ha da perdere che le proprie incertezze, che può (deve) ribellarsi a quanti, accampati come i pecorai nella Roma di Piranesi, governano senza idee un paese sempre più indebitato e sempre meno disponibile a qualificare il futuro usando le proprie radici culturali.
Articolo a cura di: 
Paolo Castelnovi
Autore/i: 

“PARMA, IO CI STO!”: ESSERE ACCENDINI VERSO UN INTERESSE COMUNE

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:06
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Fare sistema è il fondamento della visione strategica di “Parma, io ci sto!”, associazione nata nel 2016 da un’idea di 4 realtà del settore privato che hanno deciso di sostenere progetti che creano valore aggiunto per il territorio “mettendoci la faccia” in prima persona e stimolando la partecipazione attiva e multi-settoriale degli attori che compongono il tessuto socio-economico della zona.

Ne parliamo con il suo Presidente Alessandro Chiesi, Direttore Europa di Chiesi Farmaceutici, sostenitore del “O vinciamo tutti insieme o non vince nessuno”, incontrato a Lucca in occasione di LuBec 2018.
Articolo a cura di: 
Francesca Panzarin

Italia erosa, una malattia che debilita

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:06
PAESAGGI
Il consumo del suolo accelera (anche nelle aree vincolate). Forse il ponte Morandi di Genova, per citare le cronache recenti, a suo tempo non ha consumato molto territorio, conficcato com’era tra i palazzi simile a un insetto gigante, esteticamente anche bello. Ma il problema c’è, ed è uno dei più gravi e trascurati, come dimostra il rapporto Ispra-Snpa sul «Consumo di suolo in Italia 2018». Sempre pronti noi italiani, con l’arrivo dell’autunno, a stracciarci di nuovo le vesti sui prevedibili disastri di un clima ogni anno più pazzo.
Articolo a cura di: 
Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018

Nuovi modelli di impresa creativa tra digitale, social e patrimonio intangibile dall’Africa

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:06
CULTURA DIGITALE
Spunti per un’incubazione “liquida” delle startup culturali e una diversa costruzione di valore del patrimonio intangibile tra digitale, social media e approccio indipendente: Claudio Calveri, digital strategist DeRev, racconta i risultati di una ricerca originale sui trend della creazione d’impresa in Africa e della sua compatibilità con le linee di sviluppo occidentali.
In collaborazione con il progetto DeRev Lab
Articolo a cura di: 
Claudio Calveri, digital strategist DeRev
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Nuove narrazioni. Ebrei. Una storia italiana. I primi mille anni

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Il 20 settembre si è chiusa a Ferrara la mostra «Ebrei. Una storia italiana. I primi mille anni» con cui il MEIS – il Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah – è stato inaugurato nel dicembre del 2017 nella prima delle strutture del Museo, mentre era (ed è) ancora in corso la realizzazione delle altre, il cui completamento è previsto per il 2020. La mostra è stata curata da Anna Foa e Giancarlo Lacerenza, con la collaborazione museologica di Daniele Jalla. A lui abbiamo chiesto di descriverla. “un nuovo modo di presentare la storia in un museo ponendo al centro non le cose, ma le persone. Meglio: le persone attraverso le cose (…). Nella convinzione che, senza essere maestra di nulla, la storia – e una mostra o un museo che ce ne parlano – prendono senso solo se ci aiutano anche a porci delle domande sul nostro presente, lasciando a ciascuno di trovare le sue.”

Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze

Articolo a cura di: 
Daniele Jalla
Autore/i: 

Gli Amici della Triennale, un vero tesoro

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Circa 1.300.000 euro raccolti nei primi due anni di vita, oltre 800 iscritti tra privati e imprese, un ‘caso di studio’ osservato dalle Università LUISS di Roma e Bocconi di Milano, la Presidente cooptata nel CdA della Triennale: gli ‘Amici della Triennale’ rappresentano un modello nuovo ed efficace di convergenza tra Cultura
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Francesco Moneta, da Arte e Imprese del Giornale dell'Arte, edizione online, 25 ottobre 2018
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Il nuovo museo dei Valdesi

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?

Il progetto di Margherita Bert e Massimo Venegoni propone un «continuum narrativo» articolato in 6 grandi sezioni, dal Medioevo al Novecento.

In quella che è considerata la «capitale dei Valdesi», nominata nel 2017 Città Europea della Riforma dalla Commissione delle Chiese Protestanti in Europa, si è riaperto il 31 ottobre, completamente riallestito, il Museo Storico Valdese gestito dal 1989 dalla Fondazione Centro Culturale Valdese. Era nato nel 1889 come Musée Historique Vaudois, in occasione del bicentenario del «Glorioso Rimpatrio», il rientro dalla Svizzera nelle Valli natie dei valdesi esiliati dal duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Oggi è l’«unico al mondo a ripercorrere gli oltre otto secoli di storia valdese attraverso due continenti, l’Europa e le Americhe».
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Alessandro Martini, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018

La storia esiste solo se c’è un domani

  • Pubblicato il: 15/11/2018 - 08:05
MUSEO QUO VADIS?
Hito Steyerl in una foto di Trevor Paglen

Hito Steyerl, artista e teorica «I musei non hanno a che fare con il passato, ma con il futuro».

Ci sono due video, uno all’inizio e uno alla fine della Manica Lunga Castello di Rivoli. «Broken Windows» e «Unbroken Windows». La prima cosa che mi colpisce è il suono, come se «Broken Windows» raccontasse la storia della non comprensione del suono delle finestre rotte da parte delle tecnologie preposte alla sicurezza nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Per prima cosa ho pensato che fosse un mio errore, ma poi continuava a succedere anche nell’altro video. Nello spazio si avverte una sorta di eco di campane, e non quello di finestre rotte. Tutto ciò dà un senso di incongruenza tra l’immagine della rottura della finestra e il suono».
Rubrica in collaborazione con la Fondazione Marino Marini di Firenze
Articolo a cura di: 
Hito Steyerl, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018