Italia Non Profit - Ti guida nel Terzo Settore

terzo settore

Il Terzo settore è Partecipazione, non solo servizi

  • Pubblicato il: 15/12/2018 - 08:03
FONDAZIONI D'ORIGINE BANCARIA
In Italia il terzo settore si è invece sempre distinto per rappresentare una opportunità di partecipazione democratica della cittadinanza alla crescita sociale e culturale del Paese (…) E’ un unicum, internazionale”. A margine della terza edizione del Forum delle Fondazioni di origine bancaria tenutosi a Venezia a fine novembre, il Direttore Generale Acri, Giorgio Righetti, ci offre una riflessione sulla “tendenza a trasferire sul terzo settore approcci gestionali e strumenti tipici del mondo profit. Visto con gli “occhiali” del profit, il terzo settore appare spesso inefficiente, sottocapitalizzato, eccessivamente frammentato, scarsamente dotato di competenze manageriali”.  Quali le ragioni e le risposte? Quali i rischi di questa rivoluzione culturale?
Articolo a cura di: 
Giorgio Righetti
Autore/i: 

I miti da sfatare per il Terzo Settore. Prosegue il dibattito. La parola a Zamagni

  • Pubblicato il: 15/06/2018 - 13:03
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Prosegue il dibattito acceso dall’articolo di Carola Carazzone, Segretario Generale Assifero, su queste colonne. Una lucida e argomentata diagnosi sui fattori chiave per il balzo necessario del Terzo Settore, affinchè possa diventare, realmente, con efficacia, agente di trasformazione sociale. Falsi miti e trappole, come la “logica perversa del finanziamento per bandi”, che rischia di mutare geneticamente le organizzazioni in progettifici, la carenza di investimenti in strutture e capitale umano, elementi centrali per produrre capitale sociale.  Commenta l’illustre economista Stefano Zamagni, tra i padri dell’Economia civile nel nostro Paese, Presidente dal 2001 del comitato scientifico di AICCON, l’Associazione italiana per la cultura della cooperazione e del non profit.”

Articolo a cura di: 
Catterina Seia
Autore/i: 

La riforma del Terzo settore al banco di prova

  • Pubblicato il: 10/08/2017 - 11:10
NORMA(T)TIVA

Si parla pochissimo, se non tra i giuristi, della riforma del Terzo Settore che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18 luglio. Maria Vita De Giorgi, docente di Diritto Civile dell’Università  di Ferrara, ne ha dibattuto a ExpoElette, il Forum delle donne impegnate ai vertici delle istituzioni e delle imprese. Restituisce sulle nostre colonne la sua lettura.  “Che le organizzazioni non profit svolgano un’attività “produttiva” pare ora scontato, ma fino pochi anni fa sembrava singolare (…) quanto alle fondazioni, il modello tradizionale era costituito da un patrimonio amministrato per uno scopo (…). L’intento principale della riforma è coordinare e modernizzare la “vecchia” legislazione speciale anche al fine di valorizzazione gli enti non profit e favorire il loro contributo alla vita sociale ed economica.  A tal fine il d. lgs. del 3 luglio 2017 introduce la nuova figura dell’Ente del terzo settore-ETS (..) che, se esercita impresa, “può” non “deve” assumere la veste di impresa sociale, regolata in un altro dei decreti di attuazione (…). L’assumere lo “status” di ETS e l’iscrizione nel registro unico nazionale, sono facoltativi: chi è insofferente di un regime recepito come troppo stretto se ne guarderà e comunque tutti pondereranno con cautela vantaggi, oneri e vincoli“ 
 

Articolo a cura di: 
Maria Vita De Giorgi

Serve una nuova rete associativa per le realtà del terzo settore che si occupano di cultura?

  • Pubblicato il: 15/10/2018 - 00:01
NORMA(T)TIVA
Il 17 Ottobre 2018 a Roma verrà lanciata una sfida: possono le organizzazioni culturali in Italia, che operano nel terzo Settore, provare a dotarsi di una propria rete associativa nazionale che sia in grado di rappresentare le istanze particolari di questo comparto e al tempo stesso accompagnare queste organizzazioni nel delicato e complesso percorso che la Riforma del Terzo Settore indica? La Riforma del Terzo Settore sottolinea il ruolo delle reti anche allo scopo di promuovere e accrescere la rappresentatività del comparto presso i soggetti istituzionali e “le organizzazioni culturali risultano le più impreparate al  passaggio della Riforma (::) anche in virtù di una mancata presenza -la si percepisce bene- nella fase di costruzione del Codice quale soggetto portatore di interesse. Dal punto di vista tributario risulta evidente che (…) in virtù delle specifiche modalità con cui esercitano le proprie attività dovranno subire il trattamento più oneroso, che le condurrà, molto probabilmente verso la categoria degli enti del Terzo Settore commerciali.” Valdo Spini quale Presidente dell’AICI (Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane) promuove una riflessione con i tributaristi Franco Broccardi, Marco D’Isanto, Irene Sanesi. Avremo nei prossimi mesi un arcipelago destinato ad assumere una nuova fisionomia”, tra rischi e opportunità. E voi cosa ne pensate? Occorre una tutela con nuovi soggetti?
Articolo a cura di: 
Franco Broccardi, Marco D’Isanto, Irene Sanesi

Enel Cuore Onlus: l'importanza di fare rete per affrontare le sfide della contemporaneità

  • Pubblicato il: 15/10/2018 - 00:00
FONDAZIONI D'IMPRESA
Enel Cuore Onlus è un ente filantropico nato 15 anni fa «con l'obiettivo di ottimizzare le risorse dedicate alle attività di beneficenza che le aziende del Gruppo Enel portavano avanti singolarmente». Per conoscere meglio la visione, le strategie e i progetti realizzati dall'Associazione in diversi ambiti, che spaziano dal contrasto alla povertà educativa all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, abbiamo posto alcune domande a Novella Pellegrini, Segretario Generale di Enel Cuore. Con più di 600 iniziative realizzate in tutta Italia, l'Associazione ha fatto della costruzione di reti e partenariati tra soggetti filantropici il tratto distintivo del proprio agire. Alla luce di tale esperienza, per Novella Pellegrini «il nuovo ruolo della filantropia istituzionale potrebbe essere quello di facilitare il dialogo tra le pubbliche amministrazioni e il Terzo Settore, due mondi che viaggiano spesso su frequenze diverse». Dal suo punto di vista «se non è possibile una capitalizzazione dell'impegno economico, è però possibile – fin da subito – una capitalizzazione della conoscenza di tutto il mondo della filantropia, messa a disposizione della mediazione tra Terzo Settore e istituzioni pubbliche, che oggi sono molto più aperte al dialogo perché hanno capito che da sole non sono più in grado di affrontare le nuove sfide sociali ed economiche delle società contemporanee».
Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Digitale a chi?

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:03
STUDI E RICERCHE
I primi effetti della Trasformazione Digitale sul Terzo Settore iniziano a manifestarsi ampliando di nuovi stimoli il dibattito sulla crescita delle organizzazioni ma sono ancora poche le realtà che padroneggiano strumenti, linguaggi e logiche digitali con visione strategica e coerenza fra mezzi e fini.
Molte le opportunità e i rischi connessi alla portata del cambiamento in atto, secondo il “Report 2018 – Terzo Settore e Trasformazione Digitale” di Italia non profit, la prima analisi che in Italia indaga il rapporto tra i professionisti del non profit e il digitale.
Articolo a cura di: 
Giulia Frangione
Autore/i: 

Valutare i processi sociali, oltre la periferia del prodotto

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:03
OPINIONI E CONVERSAZIONI
Prosegue il dibattito generato dall’articolo di Carola Carazzone, segretario generale di Assifero sui “falsi miti del Terzo Settore che ne impediscono lo sviluppo”. Ne conversiamo con il sociologo Gino Mazzoli, docente universitario, consigliere in fondazioni di origine bancaria, consulente e co-attore di progetti di welfare generativo. “Servono degli acceleratori in grado di incentivare scommesse coraggiose e l’attitudine a intraprenderle. Le Fondazioni possono rappresentare forse il più rilevante di questi acceleratori, perché possono permettersi la pazienza di allestire una massa critica di sperimentazioni e soprattutto di concedere loro un tempo di incubazione  abitualmente non consentito, oltre che gestire un’ineludibile funzione di accompagnamento  allo sviluppo di queste nuove forme di vita.”
Articolo a cura di: 
Catterina Seia
Autore/i: 

TRUTH TO POWER. Quella innovazione necessaria per il Terzo Settore

  • Pubblicato il: 18/05/2018 - 08:06
OPINIONI E CONVERSAZIONI

A seguito dell’intervento di Carola Carazzone, segretario generale di Assifero, sulle nostre colonne, nasce  un intenso dibattito sui modi fin qui adottati per sostenere il Terzo Settore e le sue potenzialità sociali. Abbiamo chiesto a Mauro Magatti, sociologo ed economista, il punto di vista sulla posizione espressa da Carazzone e sulle implicazioni di quella riflessione. La trappola del “fare molto con molto poco”. percorso quello che gli studiosi chiamano Starvation Cycle, o “ciclo della povertà (fame)”: un processo perverso, più che un circolo vizioso piuttosto una spirale elicoidale che spinge inesorabilmente le organizzazioni non profit giù verso il baratro; quelle organizzazioni che vivono prevalentemente di fondi provenienti da fondazioni o enti pubblici. Del perché tutto ciò avviene, e cosa potrebbe servire per invertire la rotta

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Coprogettazione e cogestione delle politiche contro l'ansia delle fondazioni

  • Pubblicato il: 15/04/2018 - 09:06
OPINIONI E CONVERSAZIONI

L'articolo sulla svolta necessaria per la sostenibilità del Terzo Settore  “Due miti da sfatare per evitare l’agonia per progetti del Terzo Settore” di Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero, sull'ultimo numero del Giornale delle Fondazioni è stato ripreso dalle più autorevoli testate e sta generando forte dibattito. Riportiamo le riflessioni di Flaviano Zandonai, Segretario Generale di IRIS Network su Percorsi di Secondo Welfare. 

Articolo a cura di: 
Flaviano Zandonai su Percorsi di secondo welfare del 3 aprile 2018

INNOVAZIONE E CAPACITY BUILDING: DUE SFIDE PER LE FONDAZIONI E IL TERZO SETTORE

  • Pubblicato il: 15/04/2018 - 09:05
OPINIONI E CONVERSAZIONI

In risposta al “sasso nello stagno” lanciato da Carola Carazzone di Assifero con l’articolo dello scorso mese, ripreso da innumerevoli testate, In questo numero raccogliamo le riflessioni di Andrea Silvestri, Direttore Generale di Fondazione CRC

Articolo a cura di: 
Andrea Silvestri, Direttore Generale di Fondazione CRC
Autore/i: 

Due miti da sfatare per evitare l’agonia per progetti del Terzo Settore

  • Pubblicato il: 22/03/2018 - 10:11
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Perché le fondazioni filantropiche italiane dovrebbero iniziare a finanziare obiettivi strategici e organizzazioni e non solo progetti?  “Il meccanismo dei bandi ha prodotto organizzazioni deboli, in starvation cycle e in concorrenza vitale tra loro e un effetto di adattamento, di isomorfismo delle organizzazioni del terzo settore come progettifici”. Ne scrive Carola Carazzone, segretario generale di Assifero (Associazione italiana delle fondazioni ed enti della filantropia istituzionale) e membro dell’advisory board di Ariadne (European Funders for Social Change and Human rights) e di ECFI (European Community Foundations Initiative). “Il terzo settore italiano (…) che regge un sistema di welfare pubblico traballante, ma non riesce a fare il salto propositivo necessario per essere il motore di trasformazione sociale, il catalizzatore di innovazione e sviluppo umano e sostenibile che potrebbe essere”.

Articolo a cura di: 
Carola Carazzone
Autore/i: 

IL TERZO SETTORE E LE POLITICHE: TRA TAVOLI E REALTÀ

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:02
OPINIONI E CONVERSAZIONI

L’intervento del professor Fabbrini sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa ha contribuito a rilanciare un tema classico delle democrazie liberali ovvero il ruolo delle “organizzazioni sociali” come attori delle politiche. Nel caso dell’Italia contemporanea, e in piena campagna elettorale, non si tratta di una mera riproposizione perché l’“offerta” intermediata da partiti e coalizioni è ormai strutturalmente incapace di generare soluzioni condivise rispetto a sfide economiche e sociali di natura sistemica. Insomma: policy e politics sempre più distanti.

Articolo a cura di: 
Flaviano Zandonai su Gli Stati Generali del 28 febbraio 2018

Culture matters

  • Pubblicato il: 22/01/2018 - 11:29
IN QUESTO NUMERO

L’ultimo censimento del Terzo Settore dell’ISTAT mette a fuoco piccole e grandi realtà che palesano una risorsa cresciuta per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità, con giovani che “inventano un futuro ecosostenibile, un presente da condividere e strumenti per rigenerare spazi con un nuovo slancio culturale e una ricerca del senso più profondo della vita. Soprattutto al Sud che registra il più alto tasso di natalità delle iniziative, anche se Lombardia e Veneto restano le regioni con la presenza maggiore di istituzioni (…). E’ un fenomeno rilevante che crea occupazione qualificata, genera capacità manageriali, offre opportunità imprenditoriali, produce upgrading tecnologico”
 

Articolo a cura di: 
CS
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Una risposta per l’alleanza tra pubblico e società civile: la Fondazione di partecipazione

  • Pubblicato il: 15/01/2018 - 00:01
NORMA(T)TIVA

Il dibattito sulle modalità di gestione dei beni culturali fa riemergere la necessità di un’alleanza tra pubblico e società civile. Le Fondazioni di partecipazione, alla luce anche delle novità offerte dalla Riforma del Terzo Settore, rievocano l’esperienza storica della costruzione delle grandi cattedrali in cui l’intera comunità era chiamata a dare un contributo per la valorizzazione dei territori, secondo  Marco D’Isanto–Dottore Commercialista,Esperto fiscalità del Terzo Settore, Stefano Consiglio–Prof. Ordinario di Organizzazione Aziendale - Università Federico II di Napoli, Agostino Riitano– Manager culturale,  che ci offrono una riflessione in tema “lo strumento può rivelarsi utile per consolidare esperienze di rifunzionalizzazione del patrimonio abbandonato in corso in tante aree del nostro Paese. Senza mitizzarne l’utilizzo”. La forma giuridica è strumento infatti di una strategia e sono diversi i casi nel Paese di Fondazioni  di partecipazione nella gestione di beni pubblici in  forte sofferenza, cadute sulle contrazione delle risorse pubbliche e “ostaggio”  della politica territoriale.

Articolo a cura di: 
Marco D’Isanto, Stefano Consiglio, Agostino Riitano

Faccia a Faccia sulla Riforma del Terzo Settore

  • Pubblicato il: 15/12/2017 - 00:02
NORMA(T)TIVA

A 4 mesi dal varo di una Riforma importante per il Paese (Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117), Catterina Seia modera un faccia a faccia tra Gabriele Sepio, avvocato tributarista, a capo del Tavolo tecnico istituito presso il Ministero del Lavoro per la Riforma del Terzo Settore e socio fondatore dello studio legale ACTA, e Pietro Ferrari Bravo, responsabile Riforma Terzo Settore in Assifero, l’associazione che riunisce fondazioni ed enti filantropici, sulla nuova vita della Filantropia. Focus sulle Onlus interessate dall’entrata in vigore degli effetti della norma già dal primo gennaio 2018.

Articolo a cura di: 
Catterina Seia
Autore/i: 

Bande a parte: gli isolati del terzo settore

  • Pubblicato il: 15/12/2017 - 00:02
NORMA(T)TIVA

La riforma del Terzo Settore è un fenomeno ineludibile con cui gli operatori culturali devono giocoforza interfacciarsi. La tempestività dell’analisi può fare la differenza e il rischio, al contrario, è quello di trovarsi fuori tempo come i relitti della tecnologia fotografati da Jim Golden. Di essere uno StarTAC all’epoca degli smartphones 
 

Articolo a cura di: 
Franco Broccardi
Autore/i: 

Il “salto” possibile delle non profit culturali. Nel buio o di qualità?  

  • Pubblicato il: 15/12/2017 - 00:02
NORMA(T)TIVA

Le non profit culturali verso l’impresa sociale? Al dibattito sulla bontà o meno della riforma del Terzo Settore si sta progressivamente sostituendo una crescente messe di considerazioni sul che fare, a fronte di norme ormai operative anche se ancora carenti di importanti decreti attuativi. Sul versante delle organizzazioni culturali non profit ci chiediamo cosa potrà succedere, soprattutto per quelle che mirano a costruire modelli di gestione orientati alla sostenibilità, al fine di raggiungere obiettivi di utilità sociale e rilevanza pubblica.

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Italia non profit: l'utilità per chi è utile

  • Pubblicato il: 15/11/2017 - 10:01
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Cercare la migliore offerta per un viaggio a Venezia? L’esperienza comune dice di riferirci a Booking o a Trivago. Acquistare un libro introvabile? Amazon è la risposta giusta. E per donare? Per trovare un ente che accolga i giovani al nuovo servizio civile universale? Per acquistare i “beni solidali” o una struttura residenziale per la zia anziana? Ora c’è la piattaforma italianonprofit.it fondata da Mara Moioli e Giulia Frangione, felice risultato di anni di ricerca e analisi sul tema dei dati relativi alla filantropia, al comportamento donativo, alle performance degli enti non profit e come il digitale possa supportarne la crescita. Italia non profit è partner scientifico del Giornale delle Fondazioni

Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

NOTIZIE IN BREVE DAL MONDO DELLE FONDAZIONI

  • Pubblicato il: 02/09/2017 - 16:12
NOTIZIE

>>> WeCaRe, bando della Regione Piemonte di attuazione dell’Atto di Indirizzo sull’Innovazione Sociale >>> Con Not&Sipari, Fondazione Crt sostiene musica, teatro, danza >>> Pubblicato Periferie 2017, il bando del Mibact per dieci aree urbane >>> Il Guardian scommette sulle fondazioni per aumentare le entrate >>> Con «Un immenso bene umbro» in mostra le opere più importanti delle 6 Fondazioni Bancarie dell’Umbria >>> Euricse e da Cattolica Assicurazioni  organizzano il corso itinerante «La riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale» per approfondire le novità introdotte dai recenti decreti per il non profit >>> Innovazione e riforma nella XV edizione del Workshop sull’impresa sociale
 

Articolo a cura di: 
Francesca Sereno
Autore/i: 

La prova del nove della nuova impresa sociale

  • Pubblicato il: 23/07/2017 - 12:22
NORMA(T)TIVA

Funzionerà il nuovo veicolo immaginato dal Governo? Leggendo il decreto nella sua stesura definitiva emerge chiaramente che l’attrattività si giocherà intorno a due macro fattori: la partecipazione dei beneficiari alle attività e la partecipazione all'amministrazione territoriale (da Vita, edizione online)

Articolo a cura di: 
Paolo Venturi e Flaviano Zandonai

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