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La mappa della partecipazione culturale in Europa

  • Pubblicato il: 15/11/2016 - 09:41
STUDI E RICERCHE

L'Eurostat, l'ufficio di statistica dell'Unione Europea, ha recentemente pubblicato la terza edizione del volume “Culture statistics”, che offre una panoramica dei principali aspetti socioeconomici connessi al settore culturale europeo. Oltre a presentare un aggiornamento dei dati relativi ai risultati economici e occupazionali raggiunti dal comparto delle industrie culturali e creative, la pubblicazione dell'Eurostat offre un approfondimento dei consumi culturali dei cittadini europei. Confrontando le statistiche dell'Eurostat con altri studi e ricerche, emerge l'importanza del capitale umano quale fattore in grado di influenzare in maniera determinante la domanda e il consumo di cultura

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

L’arbitraggio culturale: nuove frontiere nella gestione del patrimonio culturale e del turismo

  • Pubblicato il: 15/11/2016 - 09:40
STUDI E RICERCHE

"Oggi si affaccia l’idea che il patrimonio culturale possa [..] costituire una tipologia di investimento finanziario di particolare interesse per una finanza che guardi al lungo periodo e non alla speculazione di breve, capace di generare rendimenti che seppur non alti, sono stabili e sicuri, nonché socialmente impattanti. Le scelte di diversificazione del portafoglio di fondi sovrani, banche di sviluppo, fondazioni, fondi e compagnie di assicurazioni guardano oggi infatti a linee di investimento alternative". Note a margine del workshop organizzato dal Sovereign Investment Lab dell’Università Bocconi e dalla Fondazione Riccardo Catella, e promosso da COIMA SGR

Articolo a cura di: 
Giovanna Segre
Autore/i: 

Il 'vuoto' come spazio di sperimentazione e libertà

  • Pubblicato il: 12/10/2016 - 12:48
STUDI E RICERCHE
Aree sostanzialmente lontane dai centri urbani, dai centri di offerta di servizi, un tempo fulcro vitale della vita delle comunità locali sono oggi caratterizzate da processi di abbandono. Sono le Aree Interne e dal 2013 sono oggetto di una strategia nazionale di sviluppo, lanciata dal Ministero per la Coesione Territoriale con l’ambizioso obiettivo di invertire la loro secolare e crescente tendenza allo spopolamento, per restituire loro centralità nella riflessione politica e nel dibattito sul futuro del paese. Ne parliamo con Filippo Tantillo, coordinatore scientifico del team di supporto al Comitato Nazionale per le Aree Interne. Una riflessione che abbraccia temi più ampi, dall'urbanizzazione planetaria al ripensamento dei linguaggi della ricerca
Articolo a cura di: 
Stefania Crobe
Autore/i: 

La Cina è vicina: Industrie culturali e creative, un nuovo settore prioritario

  • Pubblicato il: 12/10/2016 - 10:34
STUDI E RICERCHE
Progetto per il Nuovo Museo per le Sculture in Legno Cinesi che sorgerà nella città di Harbin (studio MAD)
La Cina sta sviluppando una società basata sui servizi e su un’industria high value-added: un passaggio fondamentale per affermare l’immagine di un Paese capace di offrire un modello in parte alternativo a quelli occidentali. Negli ultimi tre decenni sono stati edificati in media 100 nuovi musei, 386 nel 2011. Nel 2013 il China’s National Bureau of Statistics ha dichiarato che il prodotto delle ICC è cresciuto di 60 volte in soli 10 anni, passando al 3.84% del PIL nazionale. Favorendo l’assorbimento della cultura dall’estero, esplorando il mercato internazionale delle ICC, innovando la cultura con il “go out”, la Cina rafforza il soft power e la propria influenza a livello globale. Le linee tracciate dal XII Piano Quinquennale vengono riprese, senza soluzione di continuità, dal XIII Piano Quinquennale che mira ad arricchire l’offerta di prodotti e servizi culturali e innalzaare il grado di apertura culturale verso l’estero. Gli artisti, che oltre 60 anni fa Mao Zedong aveva definito “ingegneri dell’anima” sono chiamati a contribuire alla diffusione del soft power all’estero ed aumentare l’influenza politico-culturale cinese, specialmente nelle aree in via di sviluppo del pianeta come Africa e Sud America. Ne scrivono Francesca Spigarelli, Direttore del China Center di Macerata, intervenuta sul tema a Mantova per ArtLab, e Lorenzo Compagnucci
Articolo a cura di: 
Francesca Spigarelli e Lorenzo Compagnucci

Dare futuro ai patrimoni

  • Pubblicato il: 11/10/2016 - 17:07
STUDI E RICERCHE

Diversi enti no profit, nella sempre più affannosa ricerca di risorse economiche e finanziarie, hanno rivolto la loro attenzione ai lasciti solidali, uno dei possibili strumenti di fundraising, che ha come presupposto la condivisione e la diffusione delle cause sociali. Un'opportunità potenzialmente in crescita. Per promuovere la cultura del testamento solidale in Italia,  tre anni fa è nato il Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 16 prestigiose organizzazioni del terzo settore. Il 13 settembre, IV Giornata Internazionale del Lascito Solidale, il Convegno organizzato dal Comitato, presso la Sala della Regine della Camera dei Deputati, è stata l’occasione per comprendere come e in cosa stanno cambiando le scelte di solidarietà degli italiani in questa direzione. Oggi non fa parte del Comitato nessuna organizzazione culturale. L’Italia è un Paese generoso, tuttavia la generosità si esprime più sull’onda di un portato emotivo che sulla base di una progettualità di lungo periodo. Il lascito è un gesto che si concretizza dopo la morte, è la possibilità di lasciare un contributo ad un ente benefico di cui condividiamo i valori. Ma quante persone sono disponibili a contribuire ad una buona causa anche dopo la fine della propria esistenza? E in che modo è possibile raggiungerle?

Articolo a cura di: 
Francesca Sereno
Autore/i: 

Il fenomeno del collezionismo d’impresa in Italia: estetica o vantaggio competitivo?

  • Pubblicato il: 10/10/2016 - 20:06
STUDI E RICERCHE

Una recente ricerca dell’Università Cattolica in collaborazione con Axa Art e Intesa Sanpaolo ha fatto emergere luci e ombre nella gestione delle collezioni corporate. Anche se esistono alcune realtà di successo sia in termini di impatto culturale che di strutturazione organizzativa, nel complesso le collezioni d’arte aziendali non costituiscono ancora un vero e proprio settore per la mancanza di managerialità, professionalità e network. Non si tratta però di un’anomalia italiana, anche in Francia la situazione è molto simile

Articolo a cura di: 
Francesca Panzarin

Le nuove tendenze della filantropia istituzionale

  • Pubblicato il: 10/10/2016 - 20:03
STUDI E RICERCHE

Ariadne – European Funders for Social Change and Human Rights è un network europeo di più di 500 finanziatori e filantropi che sostengono il cambiamento sociale e i diritti umani. Attivo nel promuovere la collaborazione «peer-to-peer», Ariadne ha pubblicato anche quest'anno le proprie previsioni sullo sviluppo del settore filantropico. Nel 2016 le fondazioni e gli enti d'erogazione dovranno confrontarsi con un clima generale di paura e austerità, ma anche con una voglia di cambiamento e innovazione. Offrendo una visione d'insieme, le previsioni di Ariadne aiutano le organizzazioni filantropiche a scoprire le nuove tendenze e a pianificare le azioni future

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

La mappa dell'abbandono. Il Patrimonio industriale in Italia. Da spazi vuoti a risorsa per il territorio

  • Pubblicato il: 04/10/2016 - 12:33
STUDI E RICERCHE

Venerdì 7 ottobre, dalle 10 alle 13, presentazione della ricerca la “Mappa dell’abbandono” alla Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio a Roma, in un convegno promosso dalla Senatrice Michela Montevecchi, con la presentazione della visione dell’Agenzia del Demanio e casi operativi di riqualificazione di un patrimonio di significato storico, economico che può rappresentare una risorsa. Il repertorio di informazioni verrà integrato con il reportage fotografico Still Alive, nato nel 2004 con lo scopo di raccontare visivamente il fenomeno della dismissione industriale, che ha dato vita al progetto editoriale “Paraboloidi”

Articolo a cura di: 
Redazione
Autore/i: 

Fondazioni e Università. Partner naturali

  • Pubblicato il: 14/09/2016 - 15:40
STUDI E RICERCHE

A fine giugno l'Università di Torino ha organizzato un incontro con i grandi enti filantropici per riflettere sulle priorità e sulle strategie in grado di favorire la convergenza di intenti tra le aspettative dei potenziali investitori su ricerca e formazione con l’azione delle università. Per stimolare la nascita di progettualità condivise, alcuni atenei italiani hanno aperto le loro porte agli studi sulla filantropia e alla costruzione di competenze. L'Università di Torino istituisce un proprio Centro di Documentazione e Ricerca su Fondazioni, Capitale Sociale e Società Civile, per studi e analisi sul ruolo della filantropia in rapporto alle trasformazioni dei sistemi di welfare a livello locale e in prospettiva comparativa. La  Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Padova dedica una particolare attenzione allo studio della governance delle fondazioni. La Facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza dell'Università Cattolica inserisce la filantropia tra le linee di ricerca per il 2017, e l'Università Bocconi  lancia proprio in questi giorni un nuovo corso sulla filantropia e le organizzazioni non profit. Con l'intento di conoscere meglio questa innovativa opportunità di studio, e di approfondire ulteriormente l'evoluzione del legame tra università e filantropia, abbiamo posto alcune domande ad Elisa Ricciuti, ricercatrice della Bocconi e responsabile del nuovo corso «Nonprofits & Philanthropy»

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Le cooperative come agenti di cambiamento per lo sviluppo del settore culturale

  • Pubblicato il: 14/09/2016 - 15:18
STUDI E RICERCHE

Le cooperative rappresentano in tutto il mondo un settore dotato di grande forza e valore. Fondate sulla partecipazione democratica delle persone, sull'inclusione e sulla sostenibilità, le imprese cooperative occupano una posizione rilevante anche nell'economia italiana. Come messo in evidenza dal Bilancio Sociale di CoopCulture, questa forma imprenditoriale ben si presta ad operare nel campo dei beni e delle attività culturali. Un ambito in cui le cooperative potrebbero crescere e prosperare, favorendo lo sviluppo imprenditoriale dell'intera filiera culturale

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Turismo italiano e internazionale verso il 2030

  • Pubblicato il: 14/09/2016 - 15:12
STUDI E RICERCHE

Gli scorsi mesi è stato presentato il XX Rapporto sul Turismo Italiano a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale della Ricerca (IRISS – CNR). Le cinque parti in cui è strutturato il rapporto propongono una vasta visione del fenomeno turistico che spazia dal rapporto con le istituzione e le imprese, alla tipologia di prodotti turistici più apprezzati nel contesto nazionale. Nell’articolo esaminiamo alcuni elementi del Rapporto relativi al movimento di turisti nel panorama nazionale contestualizzandoli nel panorama internazionale proposto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo che guarda al 2030 e sottolinea l’importanza di creare visioni future legate al rispetto dell’ambiente e del patrimonio materiale e immateriale locale
 

Articolo a cura di: 
Emanuela Gasca
Autore/i: 

I musei nella società dell'apprendimento

  • Pubblicato il: 06/09/2016 - 16:12
STUDI E RICERCHE

Dall' UNESCO al Consiglio d'Europa fino alla Commissione Europea, si moltiplicano progetti, opportunità e richiami internazionali verso un “cambio di passo” riguardo il ruolo formativo sociale di tutte le istituzioni culturali. Veri e propri apparati “produttori di cultura”, non solo attrazioni turistiche; centri d’educazione empatica e visiva, di esperienze emotive in cui soggetti, oggetti e narrazioni divengono “fattori evolutivi”, di creazione e formazione: questi sono i Luoghi della Cultura del XXIsec. che sempre più emergono dal dibattito comunitario. Ma in che modo musei e patrimonio possono divenire i vettori di una nuova “formatività sociale”? Molti sono gli investimenti e gli impegni ancora da sostenere per poter davvero mettere in atto processi formativi che passino dall'insegnamento all'apprendimento, tanto più al di fuori di contesti formali e strutturati come quello scolastico, e capaci di rendere concretamente i nostri musei in grado “di contribuire ad innalzare i processi conoscitivi, di intercettare e di far emergere i bisogni di cultura inespressi e latenti, di interpretare e stimolare il desiderio di conoscenza e di confronto, di divenire una realtà dinamica, un luogo di esperienza conoscitiva, aggregazione sociale, crescita civile e ridefinizione identitaria dei singoli e delle collettività”

Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane

GLI AMICI DEI MUSEI IN ITALIA. VERSO UN MODELLO DI MECENATISMO ADOZIONALE?

  • Pubblicato il: 05/09/2016 - 10:47
STUDI E RICERCHE

In occasione della prima edizione degli "Stati Generali degli Amici dei Musei e delle Gallerie", che si terrà a Firenze il 5 settembre e in cui si discuterà di Art Bonus, rapporto pubblico-privato, incentivi e stimoli al mecenatismo, segnaliamo l'indagine “Amici dei Musei in Italia. Verso un mecenatismo adozionale” realizzata dal Centro Studi Silvia Santagata - CSS Ebla, il LUPT dell’Università Federico II di Napoli in collaborazione con l’Ufficio Studi del MiBACT con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Su Il Giornale delle Fondazioni ne parlavano qualche tempo fa Enrico Bertacchini e Vittorio Falletti

Articolo a cura di: 
Enrico Bertacchini e Vittorio Falletti

AGGREDIRE LA POVERTÀ EDUCATIVA CON LA CULTURA?

  • Pubblicato il: 15/07/2016 - 16:58
STUDI E RICERCHE

Dal rapporto di Save the Children emerge lo scenario noto ma comunque inquietante della povertà educativa minorile, vera ipoteca sul futuro sociale del Paese. Eppure la prima metà del 2016 ha visto proliferare molte iniziative strategiche finalizzate al contrasto del fenomeno. Le istituzioni e le organizzazioni culturali sono pronte per la sfida?

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Immaginare il futuro della filantropia istituzionale in Europa

  • Pubblicato il: 15/07/2016 - 16:56
STUDI E RICERCHE

Per tre giorni, dal 26 al 28 maggio, Amsterdam ha ospitato la XXVII Assemblea Generale dello European Foundation Centre, l'associazione che rappresenta più di 200 organizzazioni filantropiche in tutta Europa. Considerato uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al mondo della filantropia istituzionale, il vertice dello EFC ha messo a confronto oltre 60 relatori, evidenziando che le fondazioni e gli enti filantropici hanno un ruolo unico, vitale e tempestivo da svolgere per migliorare il benessere dei cittadini europei e affrontare le sfide del prossimo futuro
 

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

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