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Ricostruire il senso dei luoghi, passeggiando per Sentieri Contemporanei

  • Pubblicato il: 18/07/2017 - 18:09
Rubrica: 
FONDAZIONI PER LA CULTURA
Articolo a cura di: 
Giangavino Pazzola

Sentieri Contemporanei è un progetto triennale di sviluppo territoriale a base culturale promosso da Fondazione di Sardegna, con Decamaster (Master in Diritto ed Economia per la Cultura e per l'Arte) dell'Università di Sassari e Zerynthia. Palinsesto mobile di interazione tra arte, scienza e formazione, trova il filo conduttore nella grande installazione modulare No Man's City / La Città di Tutti di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavéle che costituisce lo scenario delle varie tappe dell'iniziativa. Il viaggio della struttura è accompagnato da altri interventi artistici, momenti di approfondimento scientifico e iniziative collaterali organizzate in collaborazione con partner pubblici e privati. Un progetto avviato attraverso la ricercaPolitiche pubbliche ed economia dalla cultura. Strumenti giuridici e modelli economici per i servizi culturali” - condotta dalle Università di Sassari, Cagliari, Teramo, Bocconi di Milano e Iuav Venezia.
 


Sardegna –Sentieri Contemporanei” nasce da un percorso interdisciplinare avviato nel 2009 con la ricerca Politiche pubbliche ed economia dalla cultura. Strumenti giuridici e modelli economici per i servizi culturali” - condotta dalle Università di Sassari, Cagliari, Teramo, Bocconi di Milano e Iuav Venezia. I risultati di quella ricerca furono riversati, a partire dal 2010, in un inedito programma di alta formazione: il Master interuniversitario in Diritto ed Economia per la Cultura e l'Arte / Decamaster (Università di Sassari e Cagliari, in collaborazione con il Consorzio Uninuoro), che ad oggi ha formato più di 80 professionisti.
La IV edizione si è chiusa alcune settimane fa e i coordinatori stanno lavorando per integrare il programma formativo della prossima edizione con nuove modalità di collaborazione e intervento nel settore dell'arte e della cultura e, più in generale, delle politiche di sviluppo territoriale su base culturale. Col tempo sono stati capaci di costruire, da un lato, un esteso network internazionale di partner pubblici e privati e, dall'altro, un sistema che collega ricerca, formazione e progettazione per lo sviluppo territoriale.

Intervistiamo Domenico D’Orsogna, professore ordinario di Diritto amministrativo nell'Università degli studi di Sassari e Direttore scientifico di Sentieri Contemporanei, oltre che di Decamaster che, insieme a Paola Mulas (manager esecutivo del progetto e figura di coordinamento tra i soggetti coinvolti) è il referente dell'iniziativa. Prima di partire nella conversazione ci soffermiamo nel ricordare il prezioso apporto offerto al progetto - in qualità di coordinatori artistici del master - dapprima da Cristiana Collu (I edizione), allora direttrice del Museo Man di Nuoro, oggi alla Galleria nazionale e, dal 2012, da Lorenzo Giusti (II, III, e IV edizione), attuale direttore del Man in partenza verso il Gamec di Bergamo, che dirigerà da gennaio 2018.  Come dire, Sardegna terra di tradizioni ma anche trampolino di lancio nel panorama contemporaneo.

Fondazione di Sardegna, Decamaster e Zerynthia Associazione per l'arte contemporanea sono partner storici che hanno ritrovato nel progetto la possibilità di mettere in rete e perfezionare alcune iniziative analoghe che ciascuno dei tre enti stava proponendo autonomamente ai propri interlocutori: AR/S - Arte Condivisa in Sardegna che la Fondazione promuove per la valorizzazione e messa in rete di collezioni pubbliche e private attraverso mostre diffuse nel territorio regionale; D/A/C (Denominazione Artistica Condivisa) di Zerynthia e RAM/Radioartemobile, ciclo di incontri per favorire il “dialogo” tra imprese e artisti al fine di promuovere l’artista come “sponsor di idee”; e infine, Nuove Alleanze, la piattaforma di seminari e ricerche interdisciplinari sul diritto e l'economia per la cultura e l'arte, promossa da Decamaster dal 2011.
 
Oltre le esperienze che hanno portato all’ideazione di questo progetto, potresti descriverci come impatta sul territorio da un punto di vista dello sviluppo locale?
Sentieri contemporanei è una sorta di meta-progetto che cerca di interagire a diversi livelli con altre realtà (già) operative, funzionando a tutti gli effetti come un connettore. L’indirizzo è chiaro: promuovere il contatto tra formazione, ricerca, impresa e produzione culturale contemporanea, in collaborazione con gli attori istituzionali e il terzo settore, a sostegno dei processi di autorganizzazione in atto che appaiono favorevoli all'emersione delle potenzialità inespresse dei territori. “No Man's City / La città di tutti”, l’installazione mobile e trasformabile di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavéle é stata scelta proprio perché materializza l’idea/progetto di un'auto-costruzione collaborativa. L’installazione è composta da 400 cerchi di legno che formano un'architettura mobile appropriata per il paesaggio urbano. Una sorta di “attrattore strano” di interventi multiformi: eventi e manifestazioni culturali, tavole rotonde, workshop, laboratori. Ci accompagnerà in un percorso che toccherà diversi luoghi e manifestazioni, e che si alimenterà di nuove relazioni e collaborazioni, cambiando di volta in volta forma, così come diversi cambieranno gli artisti, gli operatori culturali e i contesti ambientali e sociali coinvolti.
La prima tappa di Sentieri Contemporanei si é svolta dal 30 aprile al 30 giugno 2017 ad Alghero ed é stata realizzata in collaborazione, su tutti, con la Fondazione Meta e il Comune di Alghero, la Fondazione No Man's Land. La tappa di Alghero ha ospitato, insieme all'installazione di Friedman e Decavéle, la mostra collettiva “In Giro / A Round”, curata da Zerynthia, con la partecipazione di 29 artisti internazionali e un testo del poeta Francesco Serrao; un incontro congiunto dei cicli D/A/C e Nuove Alleanze e un ciclo tematico di workshop e seminari (tra i quali Paolo Cascone: “Post-digital design. Auto-costruzione per la rigenerazione dello spazio pubblico”; Giovanni Maciocco: “Utopia e progetto”; Antonello Marotta: “Nuove Visioni”; Silvia Serreli; “Territori e culture in movimento”). Le iniziative proposte ad Alghero hanno offerto l’occasione per celebrare il paesaggio italiano quale patrimonio culturale, materiale e immateriale, traendo spunto dall'inaugurazione del Giro d'Italia ospitata ad Alghero in occasione del centenario.  Il “viaggio” di Sentieri Contemporanei proseguirà nel mese di agosto a Berchidda, per partecipare al Festival Time in Jazz e da ottobre in poi nella sede storica dell'Università di Sassari.  

Come sono stati scelti i temi e come si è sviluppata la progettazione della programmazione?
La logica che abbiamo adottato è quella della sperimentazione, sulla base dell'idea che la cultura ha un senso quando é vitale, aperta e relazionale, capace di dialogo e di auto-trascendimento, di esplorare nuovi territori e liberare nuove energie. Abbiamo scelto un’interpretazione eco-sistemica del nostro intervento, congruente ai contesti ambientali, sociali e culturali in cui ci muoviamo; da qui, la sublimazione di un riferimento generale che è quello dei beni comuni, intesi in un’accezione ampia, comprensiva di tutti i beni che – al di là del profilo secondario dell'appartenenza del bene, pubblica o privata che sia- offrono (o potrebbero offrire) servizi alla collettività (e alle generazioni future). Sentieri Contemporanei sceglie l’orizzonte collettivo e collaborativo anche nelle modalità di progettazione e realizzazione. I partner, ad esempio, apportano ciascuno un contributo peculiare. La Fondazione di Sardegna non limita il suo apporto all'attività di erogazione, ma svolge anche un importante ruolo operativo, stimolando la collaborazione di partner ed iniziative ulteriori, in modo da valorizzare e mettere a sistema le migliori esperienze attive nella regione; Zerynthia cura la “regia” artistica del progetto, facendo leva da un lato  sulla sua rete operativa internazionale di partner, artisti, operatori ed istituzioni nel campo dell’arte e della cultura contemporanee, dall’altro sui suoi mezzi di informazione, tra i quali RAM radioartemobile e RAM LIVE, la web-radio in streaming h 24 dedicata all'arte contemporanea; Decamaster svolge attività formative, indagini conoscitive, ricerche applicate e forum partecipativi sui territori: funge da mediatore culturale assicurando il sense making territoriale.

Qual è il ruolo delle fondazioni in questo progetto?
Un ruolo fondamentale. Sentieri contemporanei è infatti, tecnicamente, un “progetto proprio” della Fondazione di Sardegna, con Zerynthia e Decamaster quali partner operativi. La Fondazione di Sardegna è una fondazione di origine bancaria che persegue finalità di interesse pubblico e di utilità sociale e di promozione dello sviluppo socio-economico della Sardegna. Il progetto Sentieri Contemporanei segna – a mio parere - un'importante evoluzione nelle modalità d'azione della Fondazione, in linea con gli indicatori contenuti nel Protocollo di intesa A.C.R.I. / M.E.F. del 22 aprile 2015. In primo luogo perché la Fondazione “fa proprio” questo progetto assumendo anche un ruolo operativo, andando oltre la classica attività di pura erogazione. In secondo luogo perché il progetto – lo cito testualmente - “mira anche a stimolare efficienti forme di cooperazione con altre Fondazioni che perseguono obiettivi comuni” e “seppur attuato prevalentemente nell'ambito del territorio regionale, può estendere la propria operatività anche fuori di esso, nel contesto nazionale ed estero, per amplificare i suoi effetti positivi per lo sviluppo socio-economico dell'isola”. La prima tappa di Alghero ha coinvolto ad esempio sia la Fondazione No Man’s Land, fondazione privata presieduta a titolo onorario da Yona Friedman, sia la Fondazione META (Musei Eventi Turismo Alghero), emanazione del Comune di Alghero.

Attraverso quali strutture, risorse e modalità viene sviluppato il progetto?
Potrei definire la nostra struttura organizzativa “leggera e relazionale”. Sentieri è un progetto sperimentale e itinerante, e per realizzarne gli intenti non possiamo prescindere da un’idea di mobilità e di rete. Così, le nostre risorse, che provengono in primo luogo dal sostegno finanziario della Fondazione di Sardegna, si arricchiscono della collaborazione e del contributo operativo di altri soggetti: festival e manifestazioni culturali, stakeholders a diversi livelli, imprese, riviste scientifiche e di settore, altre fondazioni ed associazioni culturali, la fondamentale collaborazione con l’università non solo nei progetti di ricerca ma anche nel contributo volontario di numerosi studenti e ricercatori che collaborano alla realizzazione dei progetti nell'ambito dei loro percorsi di formazione o di indagine, anche attraverso l'attivazione di dottorati di ricerca “industriali”. Ovviamente, tutto questo non sarebbe possibile senza l'impegno costante, la competenza e la passione di alcune persone in carne e ossa che sono l'anima pulsante dell'iniziativa: la cultural designer Paola Mulas, nostra manager di progetto, e Giulia Arlotti. che cura la comunicazione e i contatti con i partner. Come ho detto, si tratta di un meta progetto capace di rielaborare se stesso e di proporsi con nuove forme: il processo progettuale è fondamentale anche nei sistemi messi in atto per attirare le risorse necessarie a realizzare i nostri obiettivi. Nel caso della prima tappa ad Alghero abbiamo sperimentato la formula del patto di collaborazione e dell’uso temporaneo di beni dismessi o in attesa di nuova destinazione, formalizzando un accordo con il Comune di Alghero e la Fondazione Meta per utilizzare gli spazi dell’ex mercato civico e della Torre medievale di Porta Terra, nel centro cittadino. 

Come la vostra offerta culturale incontra le istanze di un territorio complesso come la Sardegna?
Il territorio ha degli asset fondamentali, talvolta penalizzati dal carattere folklorizzante di molte iniziative usuali, incentrate in modo forse eccessivo sulla possibilità (per molti versi illusoria) di attrarre turismo facendo leva sulla tradizione locale. Per questo ci sembra importante offrire un contributo alla (auto) costruzione di un approccio diverso e lo facciamo mettendo al centro un’idea di site specificity che mentre persegue nei tempi, nei luoghi e nelle azioni un’aderenza a esigenze peculiari, vuole comunque mantenere un'attenzione costante a temi e problemi di respiro più ampio.

Potreste tracciare un bilancio in termini di partecipazione del pubblico e spunti di riflessione da proiettare nel futuro?
Alghero è stata una scelta importante. La partenza della prima tappa del centenario del Giro d’Italia offriva innumerevoli occasioni di riflessione. Una per tutte: l'anno scorso l’Istituto Nazionale di Urbanistica, a conclusione del proprio congresso nazionale, aveva assegnato il proprio premio annuale al Giro d'Italia perché “mantenendo forte la dimensione Paese, valorizza i sistemi locali attraverso emozioni epiche, che coinvolgono anche popolazioni internazionali, legate alle specificità dei luoghi e delle comunità che li abitano. È un mezzo di comunicazione di massa che, seguendo tracciati diversi, racconta la rete dei paesaggi proponendo modalità interpretative delle criticità e delle potenzialità territoriali. Rivolgendosi a un pubblico ampio ed eterogeneo rafforza qualità e identità dei luoghi, amplifica e promuove l'uso della mobilità dolce quale mezzo per vivere l'ambiente. Collegando territori, città, sport, cultura, tradizione, arte, storia richiede visioni integrate e sistemi di pianificazione al fine di tutelare, valorizzare e riqualificare le eccellenze. Il Giro d'Italia quale metafora del Progetto Paese”. Abbiamo colto l’occasione di intercettare un pubblico ampio ed eterogeneo per offrirci con la maggiore immediatezza possibile alla comunità, inserendoci nel tessuto cittadino con un’azione di apertura al pubblico di spazi in cerca d’autore. Ci sono stati successi e, come è normale, alcune piccole difficoltà; in un bilancio comunque estremamente positivo. Concluderei richiamando le parole dell'artista Alberto Garutti, che ad Alghero ha esposto il lavoro dal titolo Una matassa di filo lungo 3615 km, la lunghezza del percorso del 100° giro d'Italia: “(...) la sintesi astratta di un viaggio, di una distanza, di una possibile relazione tra luoghi. Una sequenza di geografie che da Alghero si allungano verso luoghi e persone che l’opera immagina di toccare, verso le quali il mio sguardo immagina o ricorda di aver viaggiato (…). Migliaia di chilometri avvolti in uno spazio piccolo, a comporre un’opera che è scultura e disegno insieme, o forse un campionario sentimentale di racconti e narrazioni.

NOTA
La prima tappa di Sentieri Contemporanei si é svolta dal 30 aprile al 30 giugno 2017 ad Alghero ed é stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Meta e il Comune di Alghero, la Fondazione No Man's Land, il collettivo NOW / New Operation Wave, aContemporarystudio, nonché gli studenti di vari istituti scolastici e dell'Accademia di Belle Arti Mario Sironi di Sassari, volontari provenienti da varie città d'Italia, la Rumundu Social Innovation School, le associazioni Archimastria e Openforart, lo spin off universitario Tamalacà, varie strutture e centri di ricerca dell'Università di Sassari: il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica /Dadu, il Leap / Laboratorio Internazionale sul Progetto Ambientale, il Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione /Nrd, il Contamination Lab.

 
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