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Patrimonio Pubblico, Valorizzazione, Innovazione protagonisti ad Artlab 15

  • Pubblicato il: 14/10/2015 - 22:27
Autore/i: 
Rubrica: 
SPECIALI
Articolo a cura di: 
Ugo Bacchella

SPECIALE VALORIZZAZIONE DEGLI IMMOBILI PUBBLICI E SVILUPPO TERRITORIALE. A Lecce, inoccasione dell’annuale appuntamento con Artlab, il tavolo di lavoro «Patrimonio Pubblico, Valorizzazione, Innovazione: politiche, strategie e strumenti a sostegno dell’innovazione sociale e culturale», promosso da Fondazione Fitzcarraldo in partnership con Fondazione con il Sud, ha costruito un luogo di confronto tecnico, istituzionale e operativo tra i soggetti più accreditati del Paese. Diamo voce ai protagonisti
 
 
 
All’interno di Artlab 15, manifestazione svoltasi a Lecce dal 23 al 26 settembre 2015, il Tavolo di Lavoro «Patrimonio Pubblico, Valorizzazione, Innovazione: politiche, strategie e strumenti a sostegno dell’innovazione sociale e culturale» promosso da Fondazione Fitzcarraldo, in partnership con Fondazione con il Sud, ha costruito un luogo di confronto tecnico, istituzionale e operativo tra i soggetti più accreditati del Paese chiamati a riflettere sui temi in oggetto.
Il materiale raccolto, oltre ad essere stata utilizzato per stilare la documentazione necessaria, è stato messo a disposizione dei partecipanti come bibliografia dei temi oggetto del dibattito. Questo, fornito dai diversi soggetti pubblici e privati partecipanti, voleva essere in primis un contributo utile per tutti coloro che, in posizioni e ruoli diversi, operano nella convinzione che occorra un cambio di passo a livello strategico normativo; successivamente, il punto di partenza per la raccolta di casi effettivi che hanno reso possibile dei cambiamenti nella gestione del patrimonio pubblico, cogliendo anche la dimensione sociale e non solo quella economica.
L’introduzione di Franco Milella ha ripercorso i temi del documento introduttivo al Tavolo, tra i quali la necessità di garantire il profilo degli interessi pubblici connessi al Patrimonio disponibile degli Enti Locali e ai Beni Culturali e il mantenimento del loro valore patrimoniale, economico e sociale; l’opportunità di superare un approccio dominato dalla questione della sostenibilità puntuale del singolo bene un favore di una valutazione complessiva dell’ impatto economico, sociale e culturale del valore d’uso; l’individuazione di politiche, strumenti e azioni pertinenti, dirette e di contesto, che permettano alla cultura di dispiegare le potenzialità come driver di sviluppo e coesione delle comunità; l’urgenza di modifiche agli assetti normativi e regolativi per promuovere una diversa capacità operativa nel produrre innovazione sul tema strategico del Patrimonio Pubblico nazionale diffuso sul territorio.
Protagonisti del confronto non sono stati soltanto i principali attori operativi e istituzionali che hanno come attività core la gestione del patrimonio pubblico, ma anche attori che a vario titolo hanno avviato esperienze di eccellenza e di rilevanza nazionale nella restituzione di valore d’uso a beni patrimoniali pubblici dismessi o abbandonati.
Nella prima sessione, soggetti gestori di beni in concessione, di Istituzioni e di organizzazioni titolari di beni o coinvolti in processi di valorizzazione, sulla base delle esperienze maturate, hanno presentato una rassegna di nodi critici, di indicazioni e ipotesi di soluzione.
Tra queste prima di tutto associazioni ed imprese culturali gestori di beni e attività in aree geografiche diverse su tutto il territorio nazionale, ma Fondazioni di origine bancaria (Compagnia di San Paolo, Fondazione CARIPLO, Fondazione CRT), hanno dato conto di esperienze di investimento di fondi propri nell’attività di promozione di soluzione gestionali di beni pubblici per sostenere processi di innovazione culturale e sociale. Fondazione con il Sud ha dal canto suo illustrato un proprio modello convenzionale proposto ai Comuni e ai privati proprietari di beni oggetto di interventi di valorizzazione di soggetti not for profit vincitori di Bando della Fondazione.
Gli interventi di amministrazioni comunali e regionali hanno restituito efficacemente le difficoltà nella sperimentazione di processi virtuosi efficienti nei processi di valorizzazione del patrimonio pubblico segnalando affrontando mille vincoli e fragilità legate sia agli impianti normativi che alla mancata esperienza delle macchine amministrative su questi temi. 
La seconda sessione ha ospitato una serie di interventi dei principali attori istituzionali responsabili nei programmi di valorizzazione (Fondazione Patrimonio comune ANCI, ANCI, Agenzia del Demanio) e di rilevanti attori sulla scena nazionale quali Istituti di credito (Banca Prossima, Istituto del Credito Sportivo, COFIDI).
Da tutti gli interventi è emerso con chiarezza che il valore d’uso dei beni coincide con la sostanza dell’interesse pubblico: una consapevolezza condivisa da tutti gli attori pubblici e privati, tanto più importante perché segna una rottura significativa con la tendenza dominante negli ultimi quindici anni che ha portato a considerare il valore del patrimonio pubblico solo sotto il profilo economico.
Gli elementi comuni individuati sono stati riassunti nella nota che segue, presentata da Enrica Puggioni, Assessore alla Cultura di Cagliari e da Fabrizio Minnella di Fondazione con il Sud nella plenaria di restituzione del giorno successivo. Paolo Perrone Vice Presidente ANCI e Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio, hanno chiuso la sessione affermando una forte condivisione dell’impostazione proposta nel documento, del tutto coerente le politiche delle rispettive organizzazioni.
“I progetti di valorizzazione del patrimonio devono rientrare all’interno dei processi di pianificazione urbana che non possono prescindere dal coinvolgimento attivo delle comunità chiamate a riconoscere il valore d’uso del bene come opportunità di crescita e coesione.
Per tale motivo, emerge la necessità di una politica pubblica più aperta, coraggiosa  e responsabile che preveda:

  1. un coordinamento puntuale tra i diversi soggetti istituzionali anche attraverso l’integrazione di competenze e responsabilità a livello territoriale;
  2. la possibilità di istituire funzioni dedicate all’interno dell’ente locale con la responsabilità di integrare di obiettivi e procedure ;
  3. un quadro chiaro e identificato di regole che facilitino i processi di valorizzazione, riducano i tempi amministrativi, semplifichino le procedure e codifichino percorsi relativi ai sistemi di concessione finalizzati all’innovazione sociale e culturale;
  4. il rovesciamento prospettico di un approccio che diventi da meramente prescrittivo a valutativo
  5. l’assunzione piena di responsabilità del ruolo di decisore pubblico in grado però di coinvolgere le comunità già nella fase di progettazione delle scelte.

In altre parole, la pubblica amministrazione deve avere visioni chiare, integrate, di sistema e possibilmente partecipate e di conseguenza porre in essere azioni valutabili e riconoscibili in base agli effetti e agli impatti sociali generati sui territori e non quindi sotto il profilo della mera sostenibilità. Una tale impostazione richiede l’adozione di criteri di assegnazione e valutazione appropriati e coerenti con gli obiettivi che si intendono perseguire.
Diventa anche prioritario fare in modo che la nuova programmazione operativa dei fondi strutturali a tutti i livelli incorpori tra i propri obiettivi la rigenerazione urbana attraverso i processi di valorizzazione del patrimonio pubblico e il miglioramento dell’offerta di innovazione sociale e culturale.
Il percorso di sensibilizzazione e di elaborazione di indicazioni programmatiche ed operative sul tema della valorizzazione del patrimonio pubblico nel segno dell’innovazione culturale e sociale, prosegue ora a Palermo in Nuove Pratiche con il Sud, dal 15 al 17 settembre, nel cui programma è prevista la consegna del documento al Ministro Franceschini.
 
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