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La Cultura Batte il Tempo

  • Pubblicato il: 30/11/2018 - 08:10
Autore/i: 
Rubrica: 
OPINIONI E CONVERSAZIONI
Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Il 4 dicembre viene lanciato l’avviso pubblico Parma 2020, per stimolare il territorio ad esprimere progettualità coerenti con principi, finalità e temi del dossier di candidatura, promuovendo contestualmente la progettazione culturale integrata.
A LuBEC2018, abbiamo incontrato, Michele Guerra, classe 1982, da poco più di un anno Assessore alla Cultura di Parma per il secondo mandato di Federico Pizzarotti. Giovane, preparato, determinato, dal lungo curriculum professionale: professore associato all’Università di Parma di Cinema, Fotografia e Televisione, delegato del Rettore per la Cultura e la Comunicazione, vanta un curriculum internazionale e diverse cariche all’interno di gruppi di ricerca e associazioni culturali del nostro paese ai quali ha rinunciato con l’assunzione della nuova carica, mantenendo solo il ruolo didattico.
Sul suo tavolo ha trovato il dossier che ha coltivato fino alla nomina di Parma Capitale italiana della cultura 2020. La Cultura batte il tempo” è il riconoscimento del lavoro svolto da un’intera comunità che dal 2003, l’anno del crac Parmalat, per un decennio piegata dalla crisi (dal Parma calcio alle partecipate del Comune).
Risanati i conti, con il secondo mandato Pizzarotti, ecco la grande occasione della Capitale Italiana della Cultura, per la quale ha concorso due volte. Una occasione di ripensamento strategico, di lungo termine. Non solo nuovi immaginari per i turisti in una città che ha festeggiato 2200 anni di storia, “nella piazza del Duomo, ma anche nell’Oltretorrente, il quartiere popolare dove si stabilirono Dickens, Mozart e Byron, che scendeva zoppicante a lume di una candela nella camera del Correggio. Oltre torrente viveva anche il Parmigianino, prima di abbandonare la pittura per l’alchimia. E il poeta Attilio Bertolucci. Nata capitale coi Farnese, al tempo in cui i Papi rinascimentali regalavano ai loro figli un regno. Cresciuta con i Borbone e diventata celebre grazie a una donna speciale, quella Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone, che la trasformò in una «piccola Parigi». Città del Teatro Regio e del Battistero rosa, delle cupole del Correggio e di una delle più antiche università del mondo. Città di Verdi e Toscanini. Del prosciutto e del parmigiano (non a caso incoronata nel 2015 Città creativa Unesco per la Gastronomia)”.
 
Il giovane assessore conosce profondamente l’ambiente di Parma. Nelle sue presentazioni ricorrono due parole libertà e inclusione che traduce in dialogo con altri assessorati. Ambiente, lavori urbani, turismo, scuola: sinergie fondamentali per una visione unica e condivisa. Ha assunto anche la delega strategica alle politiche giovanili e con umiltà afferma di “aver sempre lavorato con i giovani, ma con gli universitari. Oggi con tutti. Recuperare i giovani alla cultura significa veramente seguire un percorso virtuoso. Ho molto da studiare”.
Condivide la spinta data all’immagine di Parma come capitale della food valley, valorizzando la tradizione culinaria, considerando che il cibo è cultura, ma non l’unica. “Il tema enogastronomico è molto forte ed è innegabile che in tutto il mondo il nome di Parma venga abbinato alla tradizione alimentare e alle sue eccellenze, i molteplici riconoscimenti come il marchio Unesco sulla Città Creativa della Gastronomia, ma Parma è molto altro”.
Cavalca l’idea di una Parma contemporanea, la capacità di coniugare passato e presente. “Un tema che a me sta molto a cuore è quello dei tempi della città, questa città ha diverse stratificazioni temporali, se facessimo ora una passeggiata fuori da qui incontreremmo in poco tempo la Parma romana, medioevale, quella rinascimentale, farnesiana, luigina e verdiana e poi più in là la Parma delle barricate fino ad arrivare alla nostra Parma di oggi. Noi viviamo dentro tutti questi tempi che non sono solo storici ma comprendono anche diverse temporalità dei gruppi sociali che vivono la città: un bambino o un anziano percepiscono in diversi modi i tempi della città e penso che la cultura sia il luogo dell’inclusione dei tempi. La gestione politica e sociale di questi tempi è veramente complicata ma la cultura è l’unico mezzo per includere tutti. Per ciò l’idea del contemporaneo che pervade i tempi antichi e della tradizione è un’idea molto forte che può servire a vivere l’oggi ma anche per ripensare il nostro passato. Sul fatto, poi, che l’arte contemporanea possa pervadere spazi che appartengono ad altre epoche credo che sia indispensabile e un esempio per tutti è stato il regista Peter Greenaway al Teatro Farnese per il Festival Verdi del 2016. Una contaminazione tra tecniche moderne e tradizione.”
Legge grandi potenzialità nello CSCAC, Il centro studi e archivio della Comunicazione dell’Università, fondato dal prof. Carlo Arturo Quintavalle nel 1968 legge grandi potenzialità. Con 12mila pezzi, la raccolta di arte, fotografie, disegni di architettura, design moda e grafica, è un unicum che dal 2007 ha sede nell’Abbazia di Valserena, conosciuta anche come la “Certosa di Paradigma”. “Ha segnato la vita culturale di Parma con grandi mostre, molte volte precorrendo i tempi anche a livello nazionale.” E da esperto in cinema, intende valorizzare una tradizione territoriale, che si legge nelle numerosissime e frequentate sale della città, con nuovi progetti “un programma che lasci una traccia sulla città”.
 
Una visione che si innesta in modo coerente nell’Agenda Urbana 2030 - La città delle idee, il documento guida che Parma ha assunto “sintesi tra gli indirizzi politico-amministrativi e le sollecitazioni emerse dal lungo percorso di partecipazione e confronto sviluppato con i cittadini, il sistema imprenditoriale ed il terzo settore e finalizzato a stabilizzare il percorso compiuto per uscire dalle difficoltà economiche e amministrative”.
L’Agenda, così come il Programma di Parma 2020, vede nei Distretti gli snodi dello sviluppo. Luoghi pensati per rafforzare il genius faber del territorio, ottimizzare e divulgare le forme di convivenza e condivisione culturale. Ogni Distretto è una polarità che si caratterizza per ambito tematico differente ed è legato ad un punto d’eccellenza della proposta culturale territoriale: una palestra di tradizione, sperimentazione, innovazione e creatività. Posizionati in luoghi significativi della città, sono l’infrastruttura che, puntando su identità e cultura, ricerca e innovazione, lavoro e opportunità, può determinare l’abbassamento dei conflitti sociali ed aumentare la competitività del territorio, portando a quella “inclusione dei tempi”, che rappresenta anche la matrice del progetto di città.
 
Gli obiettivi di Parma capitale della cultura, a sguardo lungo, stanno prendendo corpo, coinvolgendo il tessuto imprenditoriale, anche manifatturiero, che sta ripensando i modelli di business nell’era dell’economia della conoscenza. Ricordiamoli.
  • Stabilizzare una piattaforma collaborativa pubblico - privato volta alla produzione culturale, all’ampliamento e all’inclusione dei pubblici, all’innalzamento dei consumi culturali tra i giovani, al radicamento della cultura della creatività come driver di crescita del sistema imprenditoriale, secondo una visione che è parte del genius loci del territorio.
  • Promuovere l’imprenditorialità creative driven, per generare, da un lato, realtà capaci di allineare aspetti di business ad una proposta culturale e/o creativa (trasformando questo processo in un vantaggio competitivo) e per attivare, dall’altro lato, un più ampio e virtuoso rapporto tra azione culturale, mercato e terzo settore, così da produrre un innalzamento della qualità nel tempo del lavoro, configurandolo come tempo di benessere.
  • Rendere accessibile il sistema turistico - culturale, attraverso un set di servizi e strumenti tecnologici che mettano a sistema la valorizzazione delle risorse. Tale azione – determinante per raggiungere gli obiettivi di un incremento di presenze turistiche – vuole altresì essere uno strumento per condurre il territorio ad allinearsi ai valori dell’accoglienza 4all.
E soprattutto, rendere Parma sede di confronto stabile sul binomio Cultura e Democrazia, sui valori civici e costituzionali che sottendono allo sviluppo di una comunità aperta ed inclusiva, innovativa nelle sue dinamiche sociali, una comunità che vede l’innalzamento del livello culturale dei territori come luogo di radicamento dei principi e dei valori democratici.
E la nomina del neuro-scienziato Giacomo Rizzolatti (ndr capo dell’equipe che ha scoperto i neuroni a specchio), a Presidente del Comitato scientifico di Parma Capitale della Cultura, sottolinea una prospettiva fondamentale nella rivoluzione della ricerca e nell’avvento del digitale che stanno trasformando il mondo: colmare lo iato tra scienza e umanesimo.

Il programma di Parma 2020 si costituisce come percorso di confronto e sperimentazione pubblico-privato volto ad innestare e rafforzare un processo di valorizzazione, potenziamento e stabilizzazione del sistema dell’industria culturale e creativa, sia nelle sue forme più accreditate e tradizionali, che in quelle più emergenti e sperimentali.
Il 4 dicembre verrà lanciato l’avviso pubblico per selezionare le proposte culturali presentate dagli enti del terzo settore, dagli enti no profit pubblici e privati e dai soggetti privati che, per notorietà e struttura sociale posseduta, possano dare garanzia di correttezza e validità dell’iniziativa realizzata. Non saranno considerate ammissibili le proposte presentate da persone fisiche, né quelle presentate come capofila dai soggetti che hanno già progetti nel dossier.
Il bando sarà aperto fino al 31 marzo 2019.  
Per approfondire i temi strategici del Programma e del collegato avviso, sono stati organizzati dal team di Parma 2020 i “Laboratori di progettazione culturale”, in calendario nei giorni 4 dicembre 2018, 15 e 16 gennaio 2019. http://www.parmacapitalecultura2020.it .
http://bit.do/Avviso-Pubblico-2020

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