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Guggenheim globale (grazie agli svizzeri)

  • Pubblicato il: 13/04/2012 - 13:05
Autore/i: 
Rubrica: 
DAL MONDO
Articolo a cura di: 
Mauro Lucentini

New York. Il Guggenheim Museum di New York, già celebre per il suo dinamismo internazionale, ha annunciato a breve un programma d’azione addirittura planetario, pianificato su cinque anni. Si chiamerà «Map Global Art Initiative». Ai giornalisti convocati, il 12 aprile all’alba, Richard Armstrong, direttore della Guggenheim Foundation che fornisce in parte non specificata i soldi (l’altra parte, col relativo merito pubblicitario, proviene da Ubs, Union des Banques Suisses, rappresentata nell'incontro con la stampa dall'amministratore delegato Jürg Zeltner), ha detto che si tratterà di «identificare e sostenere una rete di arte, artisti e curatori» su tutte le latitudini del mondo eccettuati gli Stati Uniti e l’Europa. Partendo il primo anno da Singapore e dall’Asia meridionale e sud-orientale, espandendosi poi negli anni successi, nell’ordine, in America Latina, nel Medio Oriente e nel Nord Africa, il programma Map (acronimo di «Mix Amplify Propel»), comprenderà l’acquisizione, e poi l’esibizione itinerante, di arte contemporanea tipica delle relative parti del pianeta; l’arruolamento di curatori nei vari Paesi sia per soggiorni pluriennali informativi a New York sia per sviluppare attività museali a lunga scadenza sul posto; la presentazione, ugualmente viaggiante, di opere provenienti dalle immense collezioni del Guggenheim a New York e presso i musei Guggenheim collegati a Venezia, Bilbao, Berlino e Abu Dhabi. Il programma sarà largamente interattivo, fondato, cioè, su scambio culturale e informativo su vasta scala tra i vari rami del Guggenheim e le «sedi distaccate» nelle varie parti del pianeta. Dietro a tutto vi sarà una variegata attività online (www.guggenheim.org) su mostre, collezioni e acquisizioni, nonché di dettagliata informazione del programma, intesa a costituire «una vibrante piattaforma per la partecipazione del pubblico, una educazione inter-disciplinare e uno scambio interculturale» di ampiezza mondiale. Spiegando il perché dell’omissione dal programma del «primo mondo», Armstrong ha notato che «in vasta misura, le nostre concezioni della storia dell’arte rimangono ancora centrate sull’Occidente; ciò che la “Map Global Initiative”
intende fare è di estendere il mondo dell’arte ai reali orizzonti del mondo
».

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da Il Giornale dell'Arte, edizione online, 13 aprile 2012