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Tondi di Vedova, musica di Bollani

  • Pubblicato il: 24/05/2014 - 16:19
Autore/i: 
Rubrica: 
FONDAZIONI CIVILI
Articolo a cura di: 
Lidia Panzeri
 «Vedova in tondo»

Venezia. Inaugurazione folgorante, lo scorso 16 maggio, con un concerto di Stefano Bollani all’insegna dell’improvvisazione, per la mostra «Vedova in tondo», aperta fino al 2 novembre ai Magazzini del Sale di Venezia. Un impeto di energia in sintonia con la gestualità del maestro veneziano, annota il musicista, ammaliato anche dall’incredibile suggestione del luogo, perfetto dal punto di vista acustico. L’improvvisazione, ha sottolineato Alfredo Bianchini, presidente della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, si addice alla circolarità del finito / non finito espressa nel ciclo dei dischi creati da Vedova nel corso degli anni Ottanta per superare i limiti della tela.
Dopo Louise Bourgeois, Anselm Kiefer e Roy Lichtenstein il confronto si estende alla musica, un campo diverso, ma frequentato da Vedova di cui è nota la collaborazione con Luigi Nono per «Intolleranza» del 1960 e «Prometeo» del 1984, diretto da Claudio Abbado. È sempre Bollani a dire che né la musica né i tondi hanno bisogno di spiegazioni, ma vanno esperiti dai singoli, ognuno con la propria sensibilità
Quanto alla mostra vera e propria, a cura di Germano Celant, lungo le pareti della prima sezione sono installati cinque tondi del 1985- 87, dipinti da un solo lato. La seconda sezione allinea invece tre serie di opere: gli «Oltre», tondi inseriti in un quadrato; i grandi teleri del 1981-84 tra cui «Compresenze» del 1981 e «Di Umano», dell’1984-85, che emergono lentamente dal meccanismo ideato da Renzo Piano. Architettura, pittura e musica in sinergia tra di loro.
Il video della performance di Bollani sarà proiettato per tutta la durata della mostra.

da Il Giornale dell'Arte, edizione online, 19 maggio 2014