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Omaggio a Luciano Minguzzi

  • Pubblicato il: 20/01/2012 - 16:12
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Rubrica: 
FONDAZIONI D'ORIGINE BANCARIA
Articolo a cura di: 
Paola Bracke

Bologna. Giunta ormai alla 36ª edizione, in programma dal 27 al 30 gennaio 2012, Arte Fiera si conferma un momento imprescindibile per galleristi, collezioni, artisti e semplici appassionati d’arte contemporanea.
Saranno circa un centinaio gli eventi di Arte Fiera Off, che animeranno il capoluogo emiliano, e, tra questi, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna proporrà una retrospettiva su un grande protagonista della scultura italiana: Luciano Minguzzi (1911-2004). La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Museo Luciano Minguzzi di Milano e curata da Michela Scolaro, è il settimo appuntamento con i grandi Maestri italiani della seconda metà del XX secolo. Dopo Pirro Cuniberti, Giovanni Ciangottini, Bruno Pulga, Giuseppe Ferrari, Sergio Romiti e Luciano De Vita, il protagonista di quest’anno è forse l’artista che meglio coniuga la tradizione artistica locale con le moderne tendenze espressioniste e cubiste europee.
Minguzzi si forma all’Accademia di Belle Arti della sua città, sotto la guida di Giorgio Morandi, per la grafica ed Ercole Drei, per la scultura. La sua ricerca artistica è frutto di varie influenze e lui stesso ha dichiarato di essersi interessato a Zadkine per la geniale interpretazione della forma in negativo, di aver studiato Picasso, Germaine Richier, Lipschitz, Medardo Rosso e Roberto Melli, ma di aver soprattutto a amato Marino Marini e la magia del tocco carnale e fresco di Manzù.  Dalla «linea italiana», tuttavia, Minguzzi si distaccò per le sue intense capacità espressive e narrative, caratterizzante da un crescente dinamismo delle forme e, talvolta, dalla tendenza all’astrazione.
La critica ha più volte sottolineato come il suo sguardo fosse rivolto anche al Rinascimento, risalendo sino alla scultura gotica e agli etruschi. In ogni caso, quando si parla di Minguzzi è d’obbligo riferirsi all’arte di Bologna, al quel senso schietto dell’esistenza che mal si accorda con le mistiche idealizzazioni delle altre scuole. La forza espressiva, la raffigurazione di umori sanguigni, un certo graffio ironico e il carattere popolare: tutte queste caratteristiche della tradizione artistica locale si rinnovano nella palpabile «urgenza di vivere» delle opere del Maestro. Antonio Paolucci riassume questa sua vena emiliana scrivendo che «in lui, come in Niccolò dell’Arca, lo stile cresce sul pathos, si identifica con la vena aperta dei sentimenti e delle passioni che gridano sotto il cielo». E forse non è un caso che proprio a Minguzzi sia toccato in sorte l’onere di firmare le tappe conclusive di grandiosi cantieri come il Duomo di Milano, la Basilica di San Pietro in Vaticano e San Fermo Maggiore a Verona.
La mostra si propone quindi di documentare l’intero percorso artistico dello scultore, soffermandosi sui momenti più significativi e i temi più importanti. Un percorso di sessanta opere tra bozzetti preparatori, sculture in bronzo, legno, cera e gesso, oltre ad alcuni inediti. L’esposizione, prefiggendosi anche un valore didattico e informativo, affianca alle opere di Minguzzi un corredo di documenti costituito da testi originali, fotografie d’epoca e alcuni filmati provenienti dalle Teche Rai.
L’esposizione verrà inaugurata mercoledì 25 gennaio 2012 alle ore 18.00, nella sede della Fondazione del Monte, in via delle Donzelle 2 a Bologna e rimarrà allestita sino al 29 aprile 2012. L’ingresso è gratuito tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.