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notizie IN BREVE DAL MONDO DELLE FONDAZIONI

  • Pubblicato il: 15/06/2018 - 12:15
Autore/i: 
Rubrica: 
NOTIZIE IN BREVE
Articolo a cura di: 
Francesca Sereno

>>> Tappa torinese per i finalisti del Prix Pictect 2018 >>> A Genova si parla di Cultura e Innovazione civica >>> APE Parma Museo è il nuovo centro culturale ed espositivo di Fondazione Monteparma >>> Su Italia non profit prima mappatura della Filantropia Istituzionale Italiana >>> Nuove opere d'arte per Palazzo Blu di Pisa >>> Fondazione Carilucca festeggia con Ezio Bosso i cinque anni dalla riapertura del San Francesco
 


Tappa torinese per i finalisti del Prix Pictect 2018
È stata inaugurata a CAMERA | Centro Italiano per la Fotografia di Torino, il 23 maggio, la mostra Prix Pictet.Space, un percorso espositivo basato sulle opere finaliste e vincitrici della settima edizione del Prix Pictet, premio fotografico internazionale dedicato al tema della sostenibilità.
Dopo Londra, Zurigo, Tokyo, Stoccarda, Bruxelles, Mosca, New York, San Diego e Città del Messico, la mostra a Torino, unica tappa italiana, è visitabile sino al 26 agosto.
Le opere di Mandy Barker (Regno Unito), Beate Gütschow (Germania), Richard Mosse (Irlanda), Saskia Groneberg (Germania), Rinko Kawauchi (Giappone), Benny Lam (Hong Kong), Munem Wasif (Bangladesh), Sohei Nishino (Giappone), Sergey Ponomarev (Russia), Thomas Ruff (Germania), Pavel Wolberg (Russia), Michael Wolf (Germania) raccontano per immagini lo spazio contemporaneo – usato come dispositivo per indagare la questione della sostenibilità e i rapporti che l’uomo intrattiene con l’ambiente circostante.
Il Prix Pictet nasce nel 2008 dall’omonimo gruppo finanziario, il Pictet Asset Management, una società di asset management indipendente con un patrimonio gestito di oltre 162 miliardi di euro investito prodotti che spaziano dalle azioni al reddito fisso, dagli strumenti alternativi alle soluzioni multi asset. L’obiettivo del premio offerto dal gruppo svizzero è quello di utilizzare il potere della fotografia per comunicare messaggi sulla sostenibilità a un pubblico globale per generare consapevolezza rispetto alle attuali sfide sociali e ambientali. Ogni vincitore viene nominato per mezzo di una articolata selezione che – nel tempo – ha coinvolto oltre 3500 artisti. Tale processo viene portato a termine da un gruppo di critici, curatori, giornalisti e galleristi, i quali propongono tra due e cinque fotografi ciascuno ai 200 membri del comitato di selezione sparsi in tutto il mondo e presieduto da Kofi Annan, già Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Negli anni il Prix Pictet è diventato uno dei primi – e più generosi – riconoscimenti al mondo per la fotografia e la sostenibilità, assegnando al vincitore un premio di 100.000 franchi. Ogni edizione è stata tematizzata al fine di evidenziare una particolare aspetto dell’idea di sostenibilità. Vincitore dell’edizione 2018 è il fotografo irlandese Richard Mosse, autore della serie Heat Maps.
I vincitori delle passate edizioni del Prix Pictet sono stati grandi fotografi contemporanei quali Benoit Aquin, Nadav Kander, Mitch Epstein, Luc Delahaye, Michael Schmidt, Valérie Belin, con opere che hanno preso in analisi – nell’ordine per edizione – i seguenti temi: Acqua, Terra, Crescita, Potenza, Consumo e Disordine. Sebbene le mostre dall’alta qualità artistica e l’importante potere narrativo abbiano raggiunto un pubblico molto ampio di persone, con oltre 550.000 visitatori registrati nei vari appuntamenti in giro per il mondo, la volontà di proporre una riflessione sulla sostenibilità che incida fortemente sul pensiero collettivo viene veicolata anche attraverso le pubblicazioni collegate ad ogni singolo evento espositivo, allargando la prospettiva e includendo, oltre alle immagini prodotte dai fotografi nominati, anche il lavoro dei fotografi preselezionati. In occasione di Prix Pictec. Space, il concetto di sostenibilità è stato declinato intorno al tema dello spazio in maniera allargata, in modo tale da poter accogliere il maggior numero di declinazioni possibili e allargare la visione verso l’esplorazione di diversi soggetti quali la sovrappopolazione, la disputa territoriale, l'inquinamento atmosferico, lo spazio cibernetico, le malattie portate dal vento, gli uragani, così come la fragilità delle grandi aree selvagge del pianeta e la tendenza all’accumulo e allo spreco.
La nuova mostra rappresenta un’ulteriore dimostrazione della centralità conquistata da CAMERA, anche nel panorama internazionale, a soli due anni e mezzo dalla sua inaugurazione, lungo un percorso reso possibile grazie ai partner: Intesa Sanpaolo nell’ambito del Progetto Cultura, Eni, Lavazza, Reda e grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.
 
A Genova si parla di Cultura e Innovazione civica
Si svolgerà a Genova venerdì 22 Giugno, nella Sala da Ballo di Palazzo Reale, un incontro promosso dalla Compagnia di San Paolo dedicato a Cultura e Innovazione civica, il nuovo filone dell'area Innovazione culturale che ha ereditato anche il lavoro sviluppato dal Polo del '900. 
Sarà un'occasione per avviare una riflessione sul tema grazie al contributo di operatori culturali e professionalità di settore, che porteranno visioni e progetti per raccontare come la cultura possa rappresentare uno strumento efficace al servizio di cittadinanza, democrazia e partecipazione.
Dalle ore 14.15 la sezione ‘VISIONI’ con Roberto Timossi (Comitato di Gestione Compagnia di San Paolo), Serena Bertolucci (Direttore Palazzo Reale di Genova), Luca Borzani (Storico), Alessandro Bollo (Direttore Fondazione Polo del ‘900), Ciccio Mannino (Direttore Officine Culturali di Catania), Bertram Niessen (Direttore Associazione CheFare). Dalle ore 16.30 presentazione dei PROGETTI
Sempre a Genova, all'interno del Suq Festival - Teatro del dialogo (15-24 giugno) è previsto uno degli eventi satellite di ArtLab 18, con due sessioni su come musei, teatri, biblioteche e organizzazioni culturali possono favorire il dialogo interculturale e l'incontro con l'altro.
 
APE Parma Museo è il nuovo centro culturale ed espositivo di Fondazione Monteparma
Inaugurato APE Parma Museo, il centro culturale ed espositivo ideato e realizzato da Fondazione Monteparma nella sua nuova sede di via Farini, 32/a.
Dopo un restauro durato due anni, la Fondazione ha infatti restituito alla città un ampio palazzo situato nel centro storico di Parma, da tempo chiuso, dando vita ad un innovativo luogo di promozione delle varie espressioni artistiche e delle più disparate conoscenze. APE Parma Museo infatti rivela già nel nome l’intento di accogliere Arti, Performance ed Eventi con un approccio dinamico, relazionale, dialogante e aperto alle ‘contaminazioni’.
APE Parma Museo rappresenta un tassello importante e necessario per una città come Parma che fonda la sua identità sull’arte e sulla cultura e che è stata recentemente nominata «Capitale italiana della cultura 2020».
Il nuovo spazio ospita «88 – IN BELLA MOSTRA. Segrete emozioni dalle raccolte d’arte delle Fondazioni bancarie italiane» e «I COLORI DEGLI AFFETTI. Ritratti familiari nelle Collezioni Amedeo Bocchi e Renato Vernizzi della Fondazione Monteparma»
La prima, curata da Stefano Spagnoli e aperta fino al 31 dicembre 2018, offre un suggestivo percorso attraverso lo straordinario patrimonio artistico delle Fondazioni, evidenziandone la ricchezza, la varietà e la caratterizzazione territoriale, con un approccio che supera cronologie, schemi stilistici e geografie instabili, invitando il visitatore ad affidarsi alle emozioni suscitate dalle opere. A fianco di artisti di grande notorietà quali Luca Signorelli, Annibale e Agostino Carracci, Gaetano Lapis, Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Le Courbusier, Giorgio e Alberto De Chirico, Giorgio Morandi, Alberto Burri, Fausto Melotti, Ubaldo Oppi, Vassilij Kandinskji, la mostra invita anche alla scoperta di artisti meno noti ma capaci di sorprendere.
L’altra mostra si propone di valorizzare il ricco e variegato patrimonio artistico della Fondazione Monteparma, focalizzandosi in questa prima occasione sulle due importanti collezioni d’arte detenute da quest’ultima e riferite ai pittori di origine parmigiana Amedeo Bocchi (Parma 1983 – Roma 1976) e Renato Vernizzi (Parma 1904 – Milano 1972).
Il filo conduttore dell’esposizione, aperta fino al 30 giugno 2019, è quello dei ritratti familiari, soggetto prediletto da entrambi gli artisti che, con approcci tecnici ed esperenziali differenti, hanno dato vita ad opere delicate ed emozionanti.
È infine visibile un primo allestimento di una sezione antologica, finalizzata a far conoscere le opere più significative del patrimonio artistico della Fondazione.
 
Su Italia non profit prima mappatura della Filantropia Istituzionale Italiana
Il portale dedicato al Terzo Settore ‘Italia non profit’ lancia una nuova sezione della piattaforma per orientare i cittadini alla scoperta delle Fondazioni che operano in Italia.
L’ecosistema delle Fondazioni è rappresentato da quegli enti privati che attraverso erogazioni o operativamente agiscono nel silenzio e con operosità per migliorare la vita di tutti i cittadini promuovendo la cultura, sostenendo le azioni di welfare, finanziando la ricerca scientifica.
Un settore, quello della Filantropia Istituzionale italiana, che opera all’interno di un contesto europeo composto da oltre 140.000 ‘Public Benefit Foundations’, attori che complessivamente stanziano risorse per più di 60 miliardi all’anno. Molti sono i punti in comune ma ci sono anche diverse specificità, come il caso delle Fondazioni di Origine Bancaria, unicità del nostro Paese, che presentano caratteristiche non rinvenibili né in Europa né negli Stati Uniti e che, sommate, erogano ogni anno oltre un miliardo di euro. Le Fondazioni di Comunità nascono invece su esempio dell’esperienza americana e stanno cambiando l’approccio dei territori alla cultura del dono. Ad oggi in Italia se ne contano 37 e, nella sola Regione Lombardia, hanno attivato più di 500 fondi patrimoniali destinati ad attività di pubblico interesse. A completare il quadro le Fondazioni di Impresa e di Famiglia, spesso veri e propri tesori nascosti, benzina per settori come la cultura, la conservazione dei beni artistici, l’ambiente e le tradizioni locali, che hanno in Italia una lunga storia e che trasferiscono i valori dei fondatori nel supporto al welfare locale, nazionale e globale. Si stima che, nel 2015, 131 Fondazioni di Impresa abbiano erogato circa 200 milioni di euro in favore di attività filantropiche.
Le Fondazioni italiane sono ora rappresentate in un luogo digitale e accessibile gratuitamente, in cui l’importante ruolo che svolgono per il Sistema Paese emerge in modo semplice e comunicativo e alla portata di tutti. Origini diverse, motivazioni differenti, così come distinte sono anche le loro modalità operative ed erogative. Italia non profit ha diviso gli attori di questo comparto in tre gruppi: 88 Fondazioni di Origine Bancaria, 37 Fondazioni Comunitarie e oltre 100 Fondazioni di Impresa e di Famiglia. Ciò che li accomuna è il prodotto sociale, la volontà di impattare direttamente sulla vita delle persone anche attraverso altre istituzioni non profit.
La piattaforma presenta già tre aree in evoluzione: schede informative e grafici che presentano i trend della filantropia, i numeri relativi a patrimoni, erogazioni, progetti realizzati, impatto portato e molto altro; singoli profili dedicati ad ogni Fondazione; un motore di ricerca per cercare le Fondazioni sul territorio e per settore di interesse.
La mappatura dell’ecosistema filantropico di Italia non profit continuerà ad alimentarsi: l’obiettivo è quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di Fondazioni. Quelle che hanno già aderito e che promuovono una Filantropia Istituzionale più accessibile sono: Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Edoardo Garrone, Fondazione Valter Baldaccini, Fondazione Snam, Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, Fondazione Amga, Fondazione Angelo e Mafalda Molinari, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Pietro Pittini, Fondazione Vincenzo Casillo, Fondazione Rosangela D’Ambrosio, Fondazione Floriani, Fondazioni De Leo – Pacetta, Fondazione Nuto Revelli, Fondazione Comunitaria del Verbano Cusio Ossola, Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli, Fondazione della Comunità Bresciana Onlus, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca Onlus, Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi Onlus, Fondazione della Comunità di Mirafiori Onlus.
 
Nuove opere d'arte per Palazzo Blu di Pisa
La collezione della Fondazione Pisa esposta a Palazzo Blu si è arricchita di quattro nuove opere, grazie all’acquisto di un dipinto di Aurelio Lomi, e tre donazioni: un dipinto della scuola di Massimo Stanzione, donato dalla famiglia Rossi Panichi, e due oggetti di arredo, una piccola scultura di Bourdelle e un boccale in avorio, donate dalla famiglia Merlo Mammoli.
La collezione raccoglie opere d’arte e testimonianze di varia natura, collegate alla storia ed alla cultura della città e del suo territorio per autore, tema o committente. Iniziata dalla Cassa di Risparmio di Pisa, è stata poi continuamente arricchita, sempre nell’ambito sopra ricordato, con opere importanti di autori come Orazio e Artemisia Gentileschi, Nino Pisano e Jacopo Ligozzi. L’esposizione permanente della collezione, insieme alle numerose iniziative intese a valorizzare l’arte e la cultura della città e promuoverne la conoscenza, hanno reso Palazzo Blu un vivace centro di cultura e affermazione dell’identità cittadina.
L’esposizione che presenta le quattro nuove opere apre il 15 giugno e nel suo intento vuole mostrare al pubblico e alla cittadinanza degli sforzi che il Museo compie nell’integrare costantemente il proprio patrimonio con oggetti d’arte che ne rinnovino la fisionomia e che siano nel contempo capaci d’illustrare il percorso storico delle arti pisane, o di arricchire gli elementi di arredo della ricostruita residenza d’epoca che è parte centrale del Museo stesso.
 
Fondazione Carilucca festeggia con Ezio Bosso i cinque anni dalla riapertura del San Francesco
Sarà Ezio Bosso, con la StradivariFestival Chamber Orchestra, il protagonista del concerto annuale, in programma sabato 30 giugno alle ore 21, organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per celebrare la riapertura del Complesso Conventuale di San Francesco. Questo anniversario, il quinto dalla restituzione alla città della Chiesa e del Convento, si accompagnerà ad un’iniziativa veramente speciale L’evento sarà infatti sarà dedicato al sostegno dei progetti di ricerca dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Direttore Stabile del Teatro Giuseppe Verdi di Trieste per un anno, Ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14, da anni annoverato tra i Sony Classical International Artist e tra gli Steinway Artist, e molto altro ancora, Ezio Bosso è soprattutto un direttore d’orchestra e compositore che ha portato la musica su un piano espressivo particolare e personalissimo, ampliando il pubblico della musica colta oltre i suoi confini tradizionali.
Bosso è infatti ispirato dai principi sociali ed educativi di Claudio Abbado, grazie ai quali sente l’esigenza di portare l’ascoltatore ad un livello di conoscenza più profonda, sentendo il concerto come momento d’arte e bellezza, ma anche comprensione e crescita. Soprattutto un esercizio d’ascolto che dal momento d’arte possa trasferirsi nella vita quotidiana ove l’ascolto dell’altro è base essenziale di convivenza civile.