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Florens 2012. Gustavo Zagrebelsky e la lectio magistralis (che non si terrà più)

  • Pubblicato il: 05/11/2012 - 10:39
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Rubrica: 
NOTIZIE
Articolo a cura di: 
Michele Dantini
 Gustavo Zagrebelsky

Ci viene comunicato (appena adesso) che Gustavo Zagrebelsky non terrà l’annunciata lectio magistralis a Florens 2012. “Motivi personali”. Che strano. Cauto e sigillato, il professore aveva già diffuso il testo del suo intervento su Repubblica (3.11.2012).
La polemica con MIBAC, MIUR e gli attuali reponsabili dei due dicasteri culturali non avrebbe potuto essere più chiara, come pure l’opposizione al disegno economicistico di «valorizzazione» del patrimonio culturale e paesaggistico. “Non c’è rispetto”, avrebbe detto Zagrebelsky ai suoi ascoltatori lunedì 5 novembre in Palazzo Vecchio a Firenze, “quando i beni ambientali e culturali sono usati e abusati, ceduti, cementificati, per ottenere consenso da spendere nella competizione per il potere… Se esiste un ministero che si occupa di cultura, questo non dovrebbe essere concepito come appannaggio di partiti”.
Evidente il riferimento alla recente questione Ornaghi_Melandri_Maxxi. Ma non basta. “Non c’è rispetto”, aggiunge Zagrebelsky, “quando il bene culturale è sfruttato in campagne commerciali, per promuovere marchi e pubblicizzare prodotti”. Non potremmo essere più d’accordo, anche se ci piacerebbe che il prudente Zagrebelsky producesse esemplificazioni concrete, magari con riferimento alle pratiche del made in italy.
Sorge a questo punto una domanda: come prevedeva di inserirsi, l’intervento di Zagrebelsky, nel contesto di una manifestazione concepita come irriflessiva apoteosi di prospettive commerciali e economicistiche e organizzata da Confindustria Toscana? Che si interessa alla «cultura» sempre e solo come economia o (peggio) “atmosfera creativa”? Una manifestazione che non trova di meglio, per esibire l’attrattività di progetto e territorio, se non avvalersi del più logoro patriarcato culturale e proporre l’installazione insensatamente monumentale di un artista postumo come Paladino? Come avrebbe potuto essere mai accolta, sul piano sostanziale, l’accusa di eccessiva compiacenza rivolta a intellettuali compromessi con potentati politici o economici?
Al momento di accettare l’invito Zagrebelsky non si era forse guardato bene attorno, né aveva chiesto informazioni su iniziative, finanziamenti, membri del comitato scientifico? Ignorava quale sarebbero stati contesto e «narrazione»? Potremmo supporre (ma certo sbagliamo) che tra i “motivi personali” della rinuncia a presentarsi vi siano resipiscenza e un qualche disagio.

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Dal blog di Michele Dantini