Italia Non Profit - Ti guida nel Terzo Settore
 

ELOGIO ALLA LENTEZZA: IL NUOVO POLDI PEZZOLI RINGRAZIA

  • Pubblicato il: 15/12/2017 - 00:02
Rubrica: 
MUSEO QUO VADIS?
Articolo a cura di: 
Francesca Panzarin

Nello spirito del testamento del visionario Gian Giacomo Poldi Pezzoli, nuovi spazi e nuove donazioni ampliano l’offerta culturale della casa-museo che celebra i suoi donatori aprendosi alla città con un festival delle arti che coinvolgerà per un trimestre tutta la città.
Un esempio molto milanese di connubio pubblico-privato che si prende cura della propria identità
guardando al futuro e mescolando buona gestione, ricerca e divulgazione.
Ne parliamo con Annalisa Zanni, direttrice del museo, che definisce questa fase un vero e proprio cambiamento epocale.
 
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Come ricorda nel catalogo della mostra “L’arte merita più spazio. Nuovi spazi per nuove collezioni Mario Cera, Presidente della Fondazione Artistica Poldi Pezzoli, “a 136 anni dalla sua apertura, per una felice contingenza di eventi, persone, situazioni, il museo può celebrare la sua doppia natura di Casa-Museo e di raccolta di collezioni appunto di rara bellezza artistica e alta cultura. Se il Poldi Pezzoli, oggi, si presenta più spazioso, più ricco, più efficiente, nonché vieppiù reputato, non è solo o casualmente dovuto a queste contingenze. È il lavoro compiuto negli ultimi anni – con la riforma dello statuto della Fondazione, con un equilibrato connubio tra pubblico e privato attraverso un ruolo e un apporto significativo sotto più profili di enti sovventori che hanno consentito autonomia ma al contempo stabilità, con un approccio gestionale moderno, dinamico e aperto al mondo – ad aver consentito un simile risultato, in un’ottica ponderata, e perseguita, di attrazione, di modernizzazione
e per certi versi di “privatizzazione”, che ha costituito un unicum e una sorta di laboratorio nel panorama museale italiano. Il Museo, tuttavia, nella sua essenza, ontologicamente si può dire, resta milanese, non solo perché patrimonio della Comunità cittadina, ma anche per la capacità, tipicamente milanese, di far le cose per bene, di essere intelligentemente generosi, con discrezione, come è stato sempre nello stile dei nostri donatori”.
 
Dopo il grande successo della mostra del 2014 sulle “Dame dei Pollaiolo” che ha rilanciato l’icona del museo facendo toccare in quasi 4 mesi il numero di 47mila visitatori, a fine novembre il Poldi pezzoli ha inaugurato una nuova fase della sua lunga storia.
 
Grazie a una serie di donazioni di denaro, opere e spazi da parte di generosi mecenati milanesi, il museo è oggi in grado di rispettare le volontà testamentarie di Gian Giacomo Poldi Pezzoli che chiedeva di continuare ad arricchire il patrimonio artistico da lui donato alla città, con altre opere sia antiche che moderne.
Le nuove sale, ricavate da un appartamento contiguo, sono collegate al cuore storico del museo attraverso un corridoio di grande impatto scenografico. Le tre nuove collezioni, finora mai presentate al pubblico, sono messe in dialogo con le opere già presenti: una raccolta di orologi da persona dal XVI al XX secolo, una selezione di reperti archeologici con un nucleo di ceramica apula del IV-III secolo a.C. e la collezione di porcellane europee del XVIII secolo di Guido e Mariuccia Zerilli-Marimò.
Con L’arte merita più spazio. Nuovi spazi per nuove collezioni”, il museo vuole coinvolgere la città di Milano nei festeggiamenti di questa sua nuova fase di vita, manifestando la propria gratitudine a tutti i donatori che lo hanno sostenuto e arricchito in più di 135 anni di storia.
 
Ne parliamo con Annalisa Zanni, direttrice del museo, che saluta con grande entusiasmo questo momento di trasformazione che fa crescere il museo, offrendo ai suoi visitatori nuovi punti di vista e di di percezione delle sue opere.
 
 
Che cosa rappresenta questa nuova fase del Poldi Pezzoli?
 
Si tratta di un cambiamento “storico” del museo, dopo l’intervento di ricostruzione post-bellico che portò alla riapertura nel 1951. E’ la realizzazione di un sogno e insieme di una necessità a lungo attesa, che nasce dal desiderio di rispettare le volontà testamentarie di Gian Giacomo Poldi Pezzoli: nel creare una Fondazione Artistica già più di 130 anni fa, egli chiedeva di continuare ad arricchire il patrimonio artistico da lui donato alla città, con alte opere “siano antiche che moderne”. Idea questa davvero lungimirante e visionaria, generosamente sorretta da un vitalizio (8 mila lire annue) che, fino alla Prima guerra mondiale, ha consentito al Museo la copertura dei costi e l’acquisto di opere importanti; ma che non teneva conto degli spazi che sarebbero stati necessari per la realizzazione del progetto, al quale il nobile collezionista milanese teneva moltissimo.
Da oggi il Poldi Pezzoli diventa più “grande”, acquisendo tre nuove sale espositive e altri locali accessori adibiti a deposito delle opere d’arte, archivio e stoccaggio di materiali museali.
 
 
Quale è l’obiettivo di questa celebrazione?
 
A partire dalla sua stessa esistenza di casa-museo progettata e creata dal nobile collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli (Milano 1822-1879), che fu aperta al pubblico nel 1881, l’intera storia di questa istituzione è caratterizzata da gesti magnanimi, spesso anche anonimi, che ne hanno consentito l’arricchimento delle raccolte e il sostegno necessario per la gestione, secondo la volontà del fondatore.
 
Il museo nasce dal gesto di donazione di un privato che, invece di creare un monumento a se stesso, ha voluto che la sua creatura continuasse a crescere e a dialogare con il mondo.
I donatori hanno preso in mano il testimone che Gian Giacomo Poldi Pezzoli aveva affidato al sindaco e ai suoi concittadini.  Si è creato uno straordinario un senso di appartenenza, un rapporto personale con il museo, una testimonianza di affezione.
 
Nella storia del museo i mecenati sono sempre stati molto numerosi, oltre 700 negli ultimi 50 anni.
Negli anni 60-70 sono nati gli Amici del Poldi Pezzoli, una sorta di ambasciatori che hanno
offerto una supporto economico ma che sopratutto partecipano alla vita del museo come volontari.
Nel 1984/1986, “Una dote per il Poldi Pezzoli” ha accolto la partecipazione di 38 aziende e 147 privati.
A partire da quella data, negli ultimi trent’anni, si sono aggiunti molti donatori ricordati anche in una Tabula Gratulatoria e nelle targhe che costellano il percorso nelle sale del museo.
Dal 2012 è nato poi il Club del Restauro su iniziativa di Marta Marzotto che sostiene annualmente una serie di restauri. L’ultimo è stata la pulitura della Sala d’Armi progettata da Pomodoro in occasione dei 90 anni dell’artista.
 
La Fondazione Artistica ha scelto quindi di dedicare un festeggiamento speciale a tutti i donatori che vuole essere anche un’occasione di riflessione sulla generosità di quanti (società, fondazioni, singoli privati ed enti pubblici) hanno sostenuto le attività di tutela, promozione e didattica del suo patrimonio artistico. Oltre che far sapere che potranno ora avere la garanzia di vedere esposte le opere offerte e che potranno quindi continuare a donare.
Grazie infatti alle nuove sale espositive le donazioni saranno esposte a rotazione in modo da garantire al pubblico una diversa e rinnovata esperienza ad ogni visita. Le nuove opere saranno messe in dialogo con le collezioni del museo ad esse affini, in alcuni casi ampliando il confronto con prestiti da altri musei, utili a spiegare e meglio valorizzare il patrimonio acquisito.
 
Dopo il successo dell’approccio sistemico con le altre istituzioni della città inaugurato con la mostra delle Dame dei Pollaiolo, anche in questo caso si inaugurerà una rassegna trimestrale. Che cosa proporrà il festival delle arti 2018?
 
Il Poldi Pezzoli vuole essere un’istituzione viva e attiva nel tessuto territoriale della città, nel rispetto della rilevante identità storica che la caratterizza ma al tempo stesso in costante collegamento con i cambiamenti che contraddistinguono questo fertile periodo della storia.
Vogliamo condividere questo momento storico con la città e con tutti i visitatori nazionali e internazionali che frequentano Milano e le sue istituzioni culturali.
 
Intorno alle tre prestigiose donazioni a partire dal gennaio 2018 stiamo organizzando una serie di attività, dedicate a tutto il pubblico dai tre ai novant’anni, con particolare attenzione a bambini e ragazzi.
Per valorizzare e diffondere la conoscenza dell’arte della porcellana, dell’orologeria e del restauro della ceramica archeologica, il museo promuoverà incontri, workshop, presentazioni di libri, dialoghi con i collezionisti, visite che narrino la storia della tecnica e la fortuna di questi oggetti con un approccio multidisciplinare e con il supporto della tecnologia più avanzata grazie alla collaborazione con Canon Italia, Digital Imaging Partner del Museo.
 
La promozione e la comunicazione di questo festival delle arti, che durerà sino alla fine dell’estate si svolgerà con campagne di affissioni pubblicitarie (studiate dal Communication partner J.WalterThompson Milan), newsletter dedicate, distribuzione capillare di materiale promozionale e un’ importante campagna sui canali social.
 
Il Poldi Pezzoli sarà inoltre affiancato da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e dai Giovani Amici del Museo per suggerire iniziative adeguate a coinvolgere i coetanei nella vita del museo.
 
Tutte le iniziative vedranno la collaborazione delle istituzioni culturali della città, con le quali saranno condivise sedi, proposte, paralleli collezionistici che sottolineino in modo sempre più incisivo il ruolo dei collezionisti e dei donatori nella nostra città
 
Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo si organizzeranno iniziative rivolte al pubblico dedicate alla collezione di orologi in collaborazione con Pisa Orologeria.
Gli appuntamenti di aprile, maggio e giugno saranno destinati, in collaborazione con Meissen, alla collezione delle porcellane e infine nei mesi di luglio e agosto le proposte saranno legate alle archeologie in collaborazione con l’Università Statale di Milano.
 
 
Qual è il suo consiglio per visitare al meglio la casa-museo?
 
Io credo nella conoscenza lenta che segue nell’emozione del colpo d’occhio. Dopo aver appreso il linguaggio adeguato, è importante approfondire soffermandosi a guardare i dettagli.
Grazie a nuovi strumenti di fidelizzazione come card e abbonamenti, ora si può tornare al Poldi Pezzoli trovando sempre qualcosa di diverso e inaspettato.
 
 
 
© Riproduzione riservata