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Biennale bifronte: a Venezia il Padiglione Italia di Pietromarchi divide l’arte in due

  • Pubblicato il: 08/02/2013 - 08:41
Rubrica: 
NOTIZIE
Articolo a cura di: 
Guglielmo Gigliotti
Bartolomeo Pietromarchi

Roma. Alla 55ma Biennale di Venezia il Padiglione Italia sarà all’insegna del doppio. Lo ha dichiarato il curatore Bartolomeo Pietromarchi, in una conferenza stampa di presentazione tenuta stamane, assieme a Maddalena Ragni, direttore generale del PaBAAC, presso il Complesso monumentale di San Michele. Il suo titolo: «vice versa».
Al caos del Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi alla Biennale di due anni fa subentra la chiarezza di impostazione e la riflessività di una lettura della specificità artistica italiana come contrapposizione dialettica di temi e suggestioni. I quattordici artisti invitati saranno infatti presentati, nei 2.800 metri quadrati delle Tese delle Vergini all’Arsenale, in una sequenza di sette coppie intergenerazionali, dialogicamente determinate: l’abbinamento diGiulio Paolini e Marco Tirelli, ad esempio, sancirà un confronto tra due modi distinti di rappresentare l’illusorietà del gioco dell’arte e delle forme, in bilico tra realtà e finzione, tra presenza e assenza; le opere di Francesco Arena e quelle di Fabio Mauri saranno invece a testimoniare, oggi come ieri, il ruolo dell’arte come elaborazione della storia e della memoria; le opere di Luigi Ghirri e Luca Vitone dialogheranno sul tema del paesaggio; quelle di Flavio Favelli e Marcello Maloberti sul tessuto delle rispondenze tra autobiografia e immaginario collettivo, e quelle di Piero Golia e Sislej Xhafa sul piano che unisce commedia e tragedia. Se la dialettica costituita dal confronto dei lavori di Francesca Grilli con quelli di Massimo Bartolini si sviluppa sulla dicotomia tra suono e silenzio, tra libertà di parola e censura, ciò che imparenta l’arte di Gianfranco Baruchello a quella di Elisabetta Benassi è, per il curatore Pietromarchi, «la tensione tra frammento e sistema, in cui l’umana ambizione ad archiviare e a classificare si scontra con l’impossibilità e il fallimento».
L’idea di innervare il suo racconto dell’arte italiana di strutture dualistiche è stata suggerita al quarantacinquenne critico d’arte romano da uno studio di Giorgio Agamben sulla cultura del nostro Paese, letta come «serie di concetti polarmente coniugati», studio apparso nel libroCategoria italiane. Studi di Poetica, del 1996. «La mostra, spiega Pietromarchi, sarà un viaggio ideale nell’arte italiana di oggi e di ieri, un percorso che illustra identità e paesaggi, reali e immaginari, un ritratto dell’arte recente non più vista come contrapposizione tra movimenti e generazioni, ma come atlante di temi e attitudini». Per realizzarla, i 600mila euro forniti dal Mibac, però, non basteranno. Pietromarchi si è affidato quindi anche un progetto di «crowdfunding», recentemente adottato anche dal Louvre, che permetterà a chiunque di partecipare attivamente e di sostenere in prima persona la manifestazione, con cifre anche di entità moderate. A partire dal 12 febbraio, ci saranno 90 giorni a disposizione per reperire i fondi necessari per sostenere la produzione delle opere degli artisti , mediante iscrizione al sito www.viceversa2013.org.

da Il Giornale dell'Arte, edizione online, 6 febbraio 2013