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L'arte di curare la cura

  • Pubblicato il: 26/10/2012 - 09:49
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Articolo a cura di: 
Cecilia Conti
Logo Fondazione Medicina a Misura di Donna

A poco più di sei mesi dalla sua presentazione ufficiale, la Fondazione Medicina a Misura di Donna vuole condividere i risultati del percorso avviato per il miglioramento e l’umanizzazione degli ambienti di cura attraverso la cultura. Lo farà all’interno di una giornata di festa e di studi, «La persona come opera d’arte. Quando Arte e Medicina si incontrano», mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 10,00 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche dell’Ospedale S. Anna di Torino.
Tante sono le risposte di speranza ottenute dal percorso avviato all’Ospedale Sant’Anna con un modello partecipato fondato sulla cooperazione tra pubblico e privato, che muove dall’ascolto di coloro che animano l’ospedale. Nasce così una  piattaforma di istituzioni culturali del territorio, che hanno intrapreso una comune progettualità a favore dei luoghi di cura: il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, l’Accademia Albertina, Palazzo Madama, Cittadellarte, il Giornale dell’Arte, ai quali si sono uniti grandi artisti internazionali come Michelangelo Pistoletto.
Della collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli appaiono segni tangibili nella risemantizzazione degli spazi e nella percezione di chi li vive: spazi grigi sono stati trasformati in giardini perenni in nome dell’arte, con azioni di pittura collettiva realizzate coinvolgendo in primis il personale e molti attori della comunità.
Si è aperto un confronto su questo tema a livello nazionale con amministratori pubblici, medici, neuroesteti, economisti della cultura, istituzioni culturali, artisti, per dar vita ad una rete di buone pratiche e ad una ricerca sulle relazioni possibili tra arte e medicina.
Proprio per ampliare e rafforzare questa rete, la Fondazione Medicina a Misura di Donna collabora con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, che il 10 e 11 novembre coinvolge artisti, storici dell’arte, neurologi, psicologi, economisti ed esperti in neuroscienze per parlare del potere delle immagini, del rapporto tra mente e creatività, della funzione dell’arte.
Compito del cervello è quello di organizzare le informazioni che riceve, creare delle rappresentazioni e pianificare delle risposte emotive, motorie e comportamentali. Questo è il dominio di studio delle neuroscienze, che suscitano interesse in tutti i loro campi di applicazione, dalla neuroestetica alla neuroeconomia, dal neuromarketing alla neuroetica, alla neuropolitica. In questi fertili territori multidisciplinari si incontrano saperi antichi con scoperte recentissime sul funzionamento del sistema nervoso. Riflettere su come questo funziona significa comprendere meglio noi stessi e la nostra relazione con il mondo, che oggi più che mai si presenta attraverso informazioni frastagliate e complesse.
Questi temi sono affrontati in maniera aperta, attraverso laboratori, conversazioni e interventi, nel simposio «Always on My Mind: arte e neuroscienze», nato da un’idea di Marco Bazzini, Catterina Seia e Ludovica Lumer, e parte di un più ampio percorso sviluppato dal Museo Pecci.
Il programma delle giornate prevede due momenti particolarmente coinvolgenti. Sabato Ludovica Lumer e Marta Dell’Angelo realizzano il laboratorio per adulti e bambini «Frammentazioni e bambole di carta. Il senso di sé tra arte e neuroscienze». Domenica sono tutti invitati alla realizzazione collettiva, a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, guidato da Anna Pironti, e di Cittadellarte, di un nuovo elemento del progetto internazionale Rebirth-day varato da Michelangelo Pistoletto: l’evento rielabora il segno-simbolo del Terzo Paradiso, che concilia, in nome dell’arte, natura e artificio.

«Il reale e i frutti della creatività artistica si collocano in un continuum all'interno del quale non è facile identificare confini netti, soprattutto se li si cerca interrogando il cervello. Vedere ed immaginare di vedere, agire ed immaginare di agire sono sottesi, almeno in parte, dalle stesse risorse neurali. Se a ciò si aggiunge la pervasività nel mondo contemporaneo di immagini veicolate dai media il cui statuto di realtà o finzione è sempre più svincolato dal medium che li veicola, risulta che la neuroestetica possa offrire spunti molto interessanti non solo per chiarire in cosa si sostanzi il nostro rapporto con l'arte, ma anche, più in generale, in cosa consista il nostro rapporto col mondo.»Vittorio Gallese, Professore Ordinario di Fisiologia presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università degli Studi di Parma.

SAVE THE DATE

La persona come opera d’arte
Arte e Medicina si incontrano per un nuovo welfare
Mercoledì 7 novembre 2012
Cantiere dell’Arte dell’Ospedale Sant’ Anna
Aula Magna Delle Piane, Via Ventimiglia 3 Torino
www.medicinamisuradidonna.it

Always on My Mind: arte e neuroscienze
10-11 novembre 2012
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Prato
Viale della Repubblica 277, Prato
Il simposio è aperto al pubblico, ingresso libero
www.centropecci.it

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