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Cambio di registro per la Fondazione Monte dei Paschi di Siena

  • Pubblicato il: 24/06/2011 - 14:26
Autore/i: 
Rubrica: 
FONDAZIONI D'ORIGINE BANCARIA
Articolo a cura di: 
Chiara Tinonin
Mancini

Il 21 giugno scorso la Fondazione Monte dei Paschi ha presentato in conferenza stampa il bilancio consuntivo 2010. Dopo 16 anni di vita, la Fondazione chiude per la prima volta con un disavanzo pari a 128,4 milioni di euro e un patrimonio netto contabile di 5,407 miliardi.
Un confronto con l'anno precedente: nel 2009 la Fondazione aveva registrato un avanzo di esercizio pari a 62,5 milioni di euro con un patrimonio netto contabile di 5,534 miliardi.

Il Presidente Gabriello Mancini, il Vicepresidente Vittorio Galgani e il direttore Generale con carica di Provveditore Marco Parlangeli hanno illustrato il quadro in cui s’inserisce la chiusura in negativo.
Due sono le motivazioni principali: da un lato la mancata distribuzione del dividendo 2010 di Banca Monte dei Paschi, dall’altro – e più consistente – lo sforzo richiesto alla Fondazione Monte dei Paschi per aderire all’aumento di capitale varato da Banca MPS che ha dovuto destinare 150 milioni di euro al fondo oscillazione titoli.
Un piano di ricapitalizzazione complessivo pari a circa 2,5 miliardi di euro che consentirà alla Banca di rafforzare la propria posizione rispondendo ai requisiti di Basilea III, la direttiva europea per tutelare le banche, i loro depositari e investitori, dai rischi di insolvenza. (cfr. «Basilea castiga l’arte italiana», Il Giornale dell’Arte maggio 2011 editoriale di Umberto Allemandi).

«La scelta di aderire a tale aumento, destinata a portare frutti significativi di lungo periodo, avrà nel breve termine conseguenze rilevanti per la Fondazione, per le istituzioni, per tutto il territorio. L'attività istituzionale della Fondazione, già parzialmente ridotta nel 2010, subirà, in questo e nei prossimi anni, un'ulteriore contrazione. È un momento delicato, per la Banca, per la Fondazione, per tutti i senesi, un momento che potrà essere superato soltanto con un deciso ritorno alla redditività da parte del Monte» spiega Mancini.

La Fondazione, che opera in campo artistico-culturale attraverso una pluralità di bandi per le erogazioni a terzi e con progetti propri – come la società strumentale Vernice Progetti Culturali – dovrà necessariamente rivedere il proprio piano di distribuzione delle risorse.
Già annunciato il mancato lancio del bando ordinario per i progetti di terzi ed è chiaro che i pochi fondi a disposizione non saranno destinati alle operazioni culturali quanto, piuttosto, alle principali emergenze economico-sociali del territorio e agli impegni pluriennali.

Di che cifre stiamo parlando?
Il Fondo di stabilizzazione delle erogazioni ammonta a 115,22 milioni e servirà a integrare le risorse destinate all'attività istituzionale del 2011 e degli anni successivi. Poi c’è il Fondo rischi di 34,80 milioni e il Fondo oscillazione titoli di 270 milioni di euro.
Per i progetti già in piedi sarà previsto solo un contenimento degli stanziamenti per non comprometterne l’operatività, con una disponibilità per le erogazioni deliberate pari a 232,57 milioni di euro (nel 2009 la stessa voce era di 336,07 milioni). Oltre a questi, gli accantonamenti a favore del volontariato per 7,89 milioni e il Fondo per la realizzazione del Progetto Sud di 8,43 milioni di euro.

I risvolti negativi della faccenda saranno visibili sulla programmazione culturale senese soltanto nei prossimi anni perché, grazie agli stanziamenti del passato, oggi la Fondazione può permettersi di presentare ottimi progetti. Non ultimo il taglio del nastro per il restauro conservativo di Villa Simoneschi a Chianciano Terme. Il complesso, di proprietà del Comune di Chianciano, dal 1982 è in attesa di una destinazione d’uso. Dichiarato inagibile dopo i primi interventi di restauro, è stato recuperato grazie all’intervento congiunto della Fondazione Musei Senesi (per 200.000 euro) e della Fondazione Monte Paschi (103.000 euro stanziati nel 2004) che, insieme al Comune, l’hanno istituito come punto di partenza per l’ARCHEOFEST, il primo Festival nazionaledell’archeologia ideato dalle tre istituzioni con il coinvolgimento di una pluralità di siti archeologici d’eccellenza delle terre di Siena: Chiusi, Chianciano Terme, Sarteano, Montepulciano e Cetona.

Forse sarà proprio la capacità di fare rete, ottimizzando le risorse e condividendo le strategie d’intervento, a salvare una delle città più belle e culturalmente ricche d’Italia dalla gogna del credit crunch.

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