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Valorizzazione culturale e ansia da prestazione

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:05
Rubrica: 
MUSEO QUO VADIS?
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane, Progettista Culturale, consulente strategico per lo sviluppo e la valorizzazione del patrimonio.
Valorizzare la qualità del lavoro culturale e museale significa anche poter (e saper) valutare come il ruolo dei musei, ed il significato stesso della parola museo, sia cambiato nel tempo e con esso anche i “valori comuni” che l’accompagnano: di collezioni, sociali, educativi ed economici. L’ultima pubblicazione NEMO, “European Museum Awards - A guide to quality work in museums, vuole aiutare le istituzioni culturali del vecchio continente a superare l’ansia da prestazione ed esser preparate a confrontarsi mettendosi in gioco.


Alcune delle sfide cruciali che il comparto cultura sarà chiamato ad affrontare nel prossimo futuro traggono origine dalla centralità che le istituzioni europee intendono assegnargli. Questa, spesso, non risulta pienamente allineata con le singole interpretazioni nazionali creando discrepanze interpretative nelle opportunità e criticità che una crescita a traino culturale richiede e comporta.
La questione oggi, ma soprattutto domani, è riuscire a far collimare le due differenti linee di visione per avviare una crescita omogenea ed ottimale del settore che ne colga tutte le potenzialità. Soprattutto per ciò che riguarda la sua duplice veste sia di valore fondante tanto di un’identità nazionale quanto europea, sia di fattore di sviluppo economico, tanto nazionale quanto europeo. In questo senso alla nostra cultura oggi è richiesta non solo una capacità programmatica nuova, ma anche la volontà di avviare una re-interpretazione dell’importanza della valutazione e condivisione delle proprie performance, non più da concepirsi puramente nella linearità del rapporto costi-benefici interni, ma in rapporto con il sempre più complesso mosaico internazionale di un settore in continua evoluzione.
 
A fronte di questa nuova complessità, tutti gli istituti culturali, di ogni ordine e grado e ad ogni latitudine, hanno sempre di più la necessità (l’obbligo) di confrontarsi e, da questo contatto, migliorare la qualità del proprio lavoro. I campi d’interesse trasversale riguardo l’operato culturale-museale, anche se non ancora tutti pienamente condivisi e riconosciuti in maniera globale, sono quasi infiniti. I più assodati spaziano dal lavorare con e per i bambini, al creare mostre sempre più interattive e coinvolgenti aumentando la propria visibilità verso un pubblico sempre più ampio; dal saper cogliere bisogni emergenti per attirare “nuovi” visitatori in modo significativo e all’omogeneizzarli alle necessità dei “vecchi” pubblici senza mai creare pericolose scissioni; dal creare mostre all'avanguardia che consentano nuovi approcci, al mantenimento delle proprie prerogative scientifiche di raccolta e di conservazione. Fermo restando che l’obiettivo di ogni attività culturale è, e deve essere sempre quello di educare e ispirare il maggior numero possibile di persone senza disperdere la propria identità, tutta questa magmatica evoluzione ci mette davanti ad una crescente necessità, non solo intellettuale, di rendere oggetti e tematiche proposte nei luoghi di cultura portatori di “valore” culturale attraverso modalità di narrazione differenziali. Ma non sempre questo risulta possibile. Spesso l’interpretazione di un sofisticato e sfumato equilibrio tra eccellenza culturale e nuove proposte d’interpretazione può sfuggire, o può non esser colta nella sua interezza per svariati motivi.
 
In questo senso, per accrescere la qualità del proprio lavoro, non solo museale, ma culturale in genere, può essere quanto mai utile aprirsi al dialogo ed al confronto, e non solo tra istituti e pubblici, ma anche tra istituti e istituti. Ma l'Europa conta un'abbondanza unica al mondo di musei: tipi diversi, gestioni diverse, dimensioni diverse, con radicamenti territoriali diversi, che vanno da quelli quasi esclusivamente connotati nella propria comunità fino a quelli conosciuti su scala globale. Una diversità che spesso da opportunità ha rischiato di divenire limite. E come superare, poi, una endemica reticenza alla spontanea condivisione di risorse di un sistema ancora toppo spesso arroccato su se stesso e così poco omogeneo? Una prospettiva interessante ci viene offerta dal NEMO – Network of European Museum Organisations che si propone di sostenere questa nuova interpretazione germinativa dell’operato museale con il suo ultimo paper European Museum Awards - A guide to quality work in museums. Fornendo un’approfondita panoramica di alcuni dei più importanti sistemi di “premiazione” dell’operato museale in Europa, ed offrendo strumenti pratici per poter valutare l’idea di competere per uno di essi, l’obiettivo della pubblicazione è semplice: incoraggiare il più possibile i musei europei ad aprirsi e confrontarsi, a mettersi in gioco e a superare la chiusura e l’ansia da prestazione. Dal “Children in Museums Award” al “European Museum Academy Awards”, dalEuropean Union Prize For Cultural Heritage” al “Museums In Short Award, l’orizzonte dei premi citati è ricco e si sviluppa attraverso valutazioni pubbliche comparative complesse, che superano la linearità dell’efficienza e dell’efficacia di numeri e statistiche d’ingresso. Il paper offre anche uno sguardo attento soprattutto sui criteri e sui principi ispiratori dei premi stessi più che sui meri risultati. Principi e criteri oggi ormai ampiamente riconosciuti come elementi costitutivi e fondamentali per la buona qualità di servizi ed operato museale, ma che più e più volte sono cambiati nel corso degli anni per soddisfare sempre nuove e più ampie esigenze di una società in continuo cambiamento. E a questo proposito, la guida risulta un interessante strumento di riflessione su ciò che è stato e su ciò che potrà essere il prossimo futuro per un settore, quello culturale, ormai in evoluzione perpetua.
 
Inoltre, oggigiorno i musei sono anche importanti agenti sociali e riconosciuti vettori di esternalità ed impatti extra-economici che hanno su territori e comunità: come per il contributo che possono dare all'integrazione, alla coesione sociale e alla prevenzione o risoluzione dei conflitti. A questo proposito vale la pena citare anche il paper Research for CULT Committee - Creative Europe: Towards the Next Programme Generation”, nel quale si individua nelle iniziative culturali uno dei principali agenti per il cambiamento nella società. Gli investimenti culturali e gli operatori culturali influenzano l'attrattiva dei luoghi (città), lo sviluppo economico, lo spirito e il morale delle persone, nonché la coesione sociale, l'imprenditorialità e il benessere. Senza contare che i settori culturale e creativo forniscono anche un contributo economico significativo ai PIL nazionali e comunitario, con oltre 12 milioni di posti di lavoro a tempo pieno (7,5% della forza lavoro dell'UE) e 509 miliardi di EUR di valore aggiunto. I molteplici impatti della cultura, poi, per la società e l'economia europea sono sempre più ampiamente richiamati non solo al livello intersettoriale ma anche nei documenti politici. Ne ritroviamo un esempio chiaro nella nuova Agenda Europea per la Cultura” che individua in una nuova centralità strategica nell’interpretazione del lavoro culturale, anche museale, un cambio di passo necessario cui oggi è impossibile esimersi. Il lavoro dei e nei musei, e in cultura in genere, va dunque visto come una meravigliosa complessità che merita di essere il più possibile diffusa e valorizzata con ogni mezzo, a cominciare dal saper cogliere, ed il voler cogliere le opportunità offerte dal confronto. Non si tratta solo di visibilità e prestigio, di vincere un premio, ma di un quanto mai utile esercizio di autovalutazione capace di generare esperienze inedite di apprendimento, di contatto, di rete. Nessuno spirito agonistico, o non solo, ma un esercizio di autoconsapevolezza per accrescersi reciprocamente, ed accrescere le opportunità dell’intero sistema culturale europeo attraverso diverse e nuove angolazioni e prospettive nate da altrui idee e criticità.
 
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